Seconda parte
Culti
Omegna - Via F.lli Di Dio 64
Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 29 Marzo vedrà la partecipazione dei ragazzi del catechismo e quindi sarà alle ore 10,30.
Intra - C.so Mameli 19
Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 29 Marzo si terrà alle h.11
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03/09/2012
18/04/2012
Conferenza-dibattito: "L’acqua per tutti, una sfida globale"
Un’eco dal Forum Mondiale di Marsiglia, marzo 2012
Centro S. Anna – giovedì 26 aprile,
ore 21.00
promossa dal Gruppo Ecumenico Donne di Verbania
Interviene:
Ing. Evelyne Lyons, docente presso l’Istituto Cattolico di Parigi
GRUPPO ECUMENICO DONNE
Il Gruppo Ecumenico Donne di Verbania quest’anno ha sviluppato i propri incontri mensili di lettura biblica intorno al tema dell’acqua; tema presente nella Bibbia in molti testi fondamentali e ricco di significati spirituali.
L’acqua è anche un tema di grande attualità sociale e politica e - come ogni anno - il nostro gruppo ha il piacere di offrire alla cittadinanza l’opportunità di riflettere insieme.
Proponiamo la testimonianza dal Forum Mondiale sull’Acqua (marzo 2012, a Marsiglia) dell’ing. Evelyne Lyons, docente presso l’Istituto cattolico di Parigi, che ha partecipato sia al Forum istituzionale di Marsiglia che al Forum alternativo delle associazioni.
La conferenza, seguita da dibattito si terrà presso il Centro S. Anna, giovedì 26 aprile, alle ore 21,00:
"L’ACQUA PER TUTTI, UNA SFIDA GLOBALE"
Particolarmente interessante è il fatto che nella sua vita professionale e personale la sig.ra Lyons ha perseguito lo scopo di armonizzare gli aspetti scientifici e gli aspetti spirituali del suo lavoro.
In una società complessa, mondiale, attraversata dall’urgenza di ritrovare un equilibrio con la natura, questo approccio ci offre degli spunti di riflessione per affrontare il tema dell’acqua in un modo che tenga conto sia degli elementi tecnici che spirituali, sociali ed ecologici.
28/02/2012
Appello per una mobilitazione nazionale contro il razzismo istituzionale e la precarietà
1 marzo 2012:
Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini, mentre in decine di piazze si sono avuti presidi, cortei e iniziative. Lo hanno fatto autonomamente, trovando il supporto di tanti lavoratori e lavoratrici e di tante RSU. Migliaia di persone hanno manifestato con i migranti, mostrando che anche nella crisi si può lottare insieme per i diritti di tutti. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante: anche quest’anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione e sperimentazione di nuove forme di lotta.
Questo è ancora più importante dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. Un omicidio razzista che ha visto una grande reazione il 17 dicembre, guidata da migliaia di migranti scesi in strada a Firenze. E’ ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.
È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei CIE (ex-CPT).
E’ stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi.
E’ stato così nella creazione dell’emergenza profughi dopo le rivoluzioni in Nord Africa e nel mancato riconoscimento di fatto del diritto d’asilo.
È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro.
E’ così nel principio di un permesso di soggiorno “a punti” e nella tassa sul permesso di soggiorno, che vorrebbe scaricare sul salario dei migranti il costo di queste politiche. I migranti pagano le tasse e i costi della crisi come tutti gli altri lavoratori e lavoratrici e la nuova tassa andrà a sommarsi a tutto questo, a quanto già oggi costa rinnovare il permesso e ai 30 euro che si devono inspiegabilmente pagare alle Poste.
Se non si punta a cambiare radicalmente questo stato di cose che produce gerarchie e clandestinità, denunciare il razzismo diventa un gesto ipocrita.
La condizione migrante non è separata da quella di tutti gli altri, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che ci coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. D’altro canto la condizione dei migranti è diversa da quella di tutti gli altri, perché solo per i migranti la precarietà e la crisi economica possono portare alla detenzione amministrativa e mette a rischio il permesso di soggiorno. Fuori da ogni retorica della solidarietà, quindi, riconosciamo che la clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri. Per questo vogliamo scendere nuovamente in piazza assieme e allargare la mobilitazione contro una precarietà sempre più diffusa.
Le lotte portate avanti dai migranti in questi anni hanno insegnato che non ci possono essere miglioramenti reali senza il protagonismo diretto. Lo sciopero del primo marzo ha fatto vedere in più che è possibile scioperare al di fuori delle logiche tradizionali, che la lotta sui posti di lavoro può unire là dove le leggi e la precarietà dividono.
Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Per questo lanciamo una mobilitazione diffusa su tutto il territorio, con iniziative articolate in base alle diverse possibilità e capacità, che non si esaurisca nella data del primo marzo, nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal) e sulla base di alcuni principi condivisi:
• Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
• Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
• No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;
• Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;
• Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
• Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.
Per adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com
COMUNICATO STAMPA - PRIMO MARZO 2012
VIA LA PATENTE AL RAZZISMO: I PUNTI SONO FINITI
Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini avviando così un protagonismo diretto sui temi politici nodali per la nostra società, dimostrando come si possa lottare insieme per i diritti di tutti.
Il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere: uno stato di cose che produce gerarchie e clandestinità. Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini avviando così un protagonismo diretto sui temi politici nodali per la nostra società, dimostrando come si possa lottare insieme per i diritti di tutti.
La condizione migrante, infatti, non è separata da quella italiana, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. Ma al contempo è diversa perché solo per i migranti precarietà e crisi economica possono portare a una detenzione amministrativa che mette a rischio il permesso di soggiorno e le scelte di vita relative a un processo migratorio costruito in anni di lavoro, impegno, rimessa in discussione dei propri parametri culturali e modi di vita.
Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Così, anche quest’anno per il primo Marzo, richiamiamo a una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal), sulla base di principi condivisi che difendono la libera circolazione delle persone e l’esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. In tal senso intendiamo avviare un percorso che non si esaurisca nella data del primo marzo, ma unisca le persone in un filo giallo sovranazionale, cancellando le frontiere culturali che ancora ci limitano. Ciò è ancora più importante in Italia dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’omicidio razzista a Firenze di Samb Modou e Diop Mor, che ha visto una grande reazione il 17 dicembre.
• Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
• Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
• No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;
• Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;
• Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
• Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.
Adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com,
Per informazioni a stampa, radio e tv
primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.com Telefono ufficio stampa: 342 7265787 per interviste inviare e-mail di richiesta all’ufficio stampa poi chiamare: 366 5044328
PRIMO MARZO 2012
Modalità di piazza:
Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento.
Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri, palloncini gialli e le bandiere per chi è costretto al lavoro in casa, come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli.
Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.
In molte città italiane sono attivi comitati locali che lanceranno a breve i numerosi eventi sul territorio.
Seguiranno:
Convocazione di conferenza stampa nazionale;
Programma delle iniziative locali;
Convocazione per il convegno sul Razzismo istituzionale, Bologna 18 Febbraio;
Convocazione per la Formazione dei giornalisti sui Cie e i Cara, Bologna 18 Febbraio.
02/02/2012
L'Italia sono anch'io. Il 4 e 5 febbraio ultimo D-Day nazionale di raccolta firme
Le organizzazioni promotrici della Campagna respingono le provocazioni di Beppe Grillo.
La Campagna prosegue nonostante le recenti polemiche in seguito alle dichiarazioni di Beppe Grillo che aveva definito “senza senso” la raccolta di firme per lo ius soli, finalizzata al "solo obiettivo di distrarre gli italiani dai problemi reali”. La risposta delle organizzazioni promotrici della Campagna non si è fatta attendere: “ciò che appare 'senza senso' è negare la legittimità e l'opportunità di una battaglia di civiltà”, si legge nel comunicato stampa congiunto. “Il consenso incontrato dalla Campagna – prosegue il comunicato – dimostra che esiste nel Paese una coscienza civile diffusa, che non considera affatto irrilevanti il tema dei diritti, della tutela delle minoranze, dell'uguaglianza e della giustizia sociale, principi peraltro sanciti dalla Costituzione”.
In questi giorni i temi della Campagna hanno fatto breccia nel dibattito pubblico, tanto da essere riproposti, tra gli altri, dal direttore della "Repubblica" Ezio Mauro nel suo editoriale del 28 gennaio "I diritti dei nuovi figli d'Italia". Particolare attenzione è stata dedicata dal sito Repubblica.it, che ha pubblicato diversi contributi, lanciando un'iniziativa attraverso la quale poter inviare delle foto a sostegno dei contenuti e del valore de "L'Italia sono anch'io" (www.repubblica.it/solidarieta). Inoltre, “Blob, di tutto di più”, rubrica di Rai3 di informazione e satira, ha mandato in onda il 21, 22 e 29 gennaio scorsi delle puntate speciali dal titolo “L'Italia dentro” sui temi promossi della Campagna (www.blob.rai.it).(http://www.litaliasonoanchio.it/)
La Campagna "L'Italia sono anch'io" promuove due proposte di legge di iniziativa popolare riguardanti rispettivamente le norme di accesso alla cittadinanza per le persone di origine straniera nate o residenti in Italia, e il diritto di voto amministrativo per i migranti residenti da cinque anni. Per presentare le proposte di legge in Parlamento servono entro i primi di marzo 50mila firme, per ogni disegno di legge .
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ALCUNI DATI SULLA PRESENZA STRANIERA IN ITALIA
(Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes 2011)
Al 1° gennaio 2011, i cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia hanno raggiunto 70.317 milioni con una incidenza sul totale della popolazione pari al 7,5%(secondo i dati Istat).
La stima elaborata dal Dossier Caritas fa salire a quota 4.968.000 i cittadini stranieri regolarmente residenti, includendo anche coloro che ancora non sono iscritti in anagrafe.
Rispetto all'anno precedente l'aumento è stato pari a 335.258 unità e quindi il numero di
stranieri regolarmente presenti in Italia negli ultimi due anni è rimasto sostanzialmente
costante. Per spiegare questo fatto va tenuto presente che nel 2010, a fronte di quasi
600.000 nuove presenze tra regolarizzati e nuovi ingressi, oltre 500.000 persone hanno perso il diritto al soggiorno.
DATI DEMOGRAFICI
Su una popolazione straniera di 4.570.317 milioni, il 51,8% delle persone straniere
regolarmente presenti in Italia sono donne. Se nel complesso della popolazione straniera
esiste un sostanziale equilibrio di genere, all'interno delle singole collettività ci sono forti
differenziazioni. Per esempio l'immigrazione dall'Ucraina si caratterizza per una spiccata
prevalenza femminile (79,8%) mentre quella dal Senegal è prevalentemente maschile
(75,6%).
Sul totale della popolazione straniera, i minori rappresentano quasi il 22% (993.238). Su
quasi un milione di minori stranieri residenti in Italia oltre 650.000 sono nati in Italia
(ovvero il 14,2%). Nel corso del 2010, i nuovi nati da genitori entrambi stranieri sono stati quasi 80.000 mila, con una crescita del 1,3% rispetto all'anno precedente.
L'età media degli stranieri (31,8 anni) continua ad essere bassa rispetto a quella degli italiani (43,5 anni). Gli stranieri si ripartiscono come segue: il 21,7% sono minori, il 75,9% sono in età lavorativa e il 2,4% sono ultra 65enni.
AREA DI PROVENIENZA
Al 1° Gennaio 2011, oltre il 50% delle persone straniere regolarmente residenti in Italia
proviene in ordine decrescente da Romania (968.576), Albania (482.627), Marocco
(452.424), Repubblica Popolare Cinese (209.934) e Ucraina (200.730), che rappresentano i 5 gruppi nazionali più numerosi.
Continua ad aumentare la presenza di cittadini provenienti dall'Asia centro-meridionale:
India (121.036mila), Bangladesh (82.451mila) e Pakistan (75.720mila).
Il continente africano è prevalentemente rappresentato da cittadini provenienti dai paesi
dell'Africa Settentrionale: Marocco (452424mila), Tunisia (106.291mila), Egitto
(90.365mila) e dall’Africa Occidentale.
I paesi più rappresentati dell'America centro-meridionale sono il Perù (98.603mila) e
l'Ecuador (91.625mila).
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
La popolazione straniera continua a distribuirsi sul territorio italiano in modo
disomogeneo, sia nel complesso che a livello di singole collettività. Nel corso del 2010 è
cresciuta sensibilmente la presenza straniera nel Mezzogiorno ma l’86,5% degli stranieri
risiede ancora prevalentemente nelle regioni del Nord (61,3%) e del Centro (25,2%). Il
9,6% nelle regioni del Sud e il 3,9% nelle Isole. La regione con il maggior numero di
stranieri continua ad essere la Lombardia (1.064.447) seguita dal Lazio (542.688), dal
Veneto (504.677) e dall’Emilia Romagna (500.597).
ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA
Nel 2010 le concessioni della cittadinanza italiana sono state 40.223, un numero
pressochè invariato rispetto al 2009 (40.084).
Nel 2010, l'ottenimento della cittadinanza per matrimonio (21.630) ha superato quello per residenza (18.593). Il maggior numero di acquisizioni di cittadinanza ha riguardato
cittadini di origine marocchina (6.952). Da sottolineare che la maggioranza delle acquisizioni è stata ottenuta dalle donne (23.684, 58,9%). Le donne continuano a prevalere sugli uomini nell'ottenimento della cittadinanza per matrimonio (15.365),
mentre gli uomini prevalgono sulle donne nell'ottenimento della cittadinanza per residenza (13.311).
SCUOLA E UNIVERSITÁ
Nell’anno scolastico 2010/2011, gli alunni di cittadinanza non italiana che hanno frequentato la scuola italiano hanno raggiunto quota 709.826, registrando un aumento del 5,4% rispetto all'anno scolastico precedente.
La maggiore concentrazione di alunni stranieri continua a registrarsi nelle scuole elementari e medie inferiori, anche se negli ultimi anni la presenza nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole medie secondarie è cresciuta.
Le nazionalità maggiormente presenti nelle classi sono quelle romena (126.441) e
albanese (99.421) seguite da quella marocchina che supera le 90.000 unità.
La caratteristica che contraddistingue la scuola italiana è la molteplicità delle nazionalità di provenienza degli alunni stranieri, ognuna portatrice di specifici bisogni formativi.
Da sottolineare la netta differenziazione nella scelta della scuola superiore tra studenti
italiani e stranieri: questi ultimi nel 77.6% dei casi scelgono istituti tecnici e professionali.
Nell’anno accademico 2010/2011, gli studenti stranieri iscritti all’Università risultano
essere 61.777, il 3,6% del totale degli iscritti. Tra gli studenti universitari stranieri il
59,3% è rappresentato dalle donne. L'Europa è il principale continente di origine degli
stranieri che studiano in Italia (con l'Albania che continua a mantenere il primato degli
iscritti) seguita dall'Asia (con i cinesi che sono diventati il secondo gruppo per iscritti). Il Centro Italia continua ad accogliere il maggior numero di studenti stranieri. Le facoltà più scelte continuano ad essere Economia, Medicina e Chirurgia, Ingegneria e Lettere e
Filosofia.
IL MONDO DEL LAVORO
L'impatto della crisi economica globale ha avuto ripercussioni significative sui lavoratori
stranieri, il cui tasso di occupazione è continuato a scendere.
Nel 2010, il numero di lavoratori stranieri occupati è arrivato a poco più di 2 milioni,
continuando a collocarsi nelle professioni non qualificate.
Rispetto agli italiani negli ultimi due anni di crisi i lavoratori stranieri hanno risentito anche di un deterioramento delle condizioni di lavoro (sottoccupazione, distanza tra titolo di studio e e tipologia di lavoro svolto, livelli salariali più bassi).
APPARTENENZA RELIGIOSA DEI MIGRANTI IN ITALIA
Secondo il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, al 31 dicembre 2010 tra i
4.570.317 stranieri residenti in Italia si stima che vi siano:
• 2.465.000 cristiani (53,9%);
• 1.505.000 musulmani (32,9%);
• 120.000 induisti (2,6%);
• 89.000 buddhisti (1,9%);
• 61.000 fedeli di altre religioni orientali (1,3%);
• 46.000 che fanno riferimento alle religioni tradizionali (1,0%);
• 7.000 ebrei (0,1%);
• 83.000 appartenenti ad altre religioni (1,8%).
A questi vanno aggiunti 196.000 stranieri (4,3%) classificabili come atei o non religiosi,
in prevalenza provenienti dall’Europa e dall’Asia (Cina in particolare).
I cristiani al loro interno sono così suddivisi:
• 1.405.000 ortodossi;
• 876.000 cattolici;
•204.000 protestanti;
• 33.000 di altre comunità cristiane.
Nel 2010 i cristiani sono aumentati dl 4% per l'incremento dei protestanti e degli
ortodossi, i musulmani dello 0,9% e i fedeli di religione orientale solo dello 0,4%.
Ripartizione dei gruppi nazionali:
•ortodossi: Romania 841.000, Ucraina 168.000, Moldavia 122.000, Macedonia 49.000 e Albania 42.000;
• cattolici: Filippine 109.000, Polonia 105.000, Ecuador 84.000, Perù 80.000,
Albania 77.000, Romania 71.000, Macedonia 49.000, Albania 42.000, Brasile
34.000, Francia 25.000 e circa 20.000 per Rep. Dominicana, Croazia e Colombia;
• protestanti: Romania oltre 50.000, Germania e Regno Unito 15.000, Ghana,
Nigeria e Perù 10.000, Filippine e Brasile 7.000;
• musulmani: Marocco 448.000, Albania 364.00, Tunisia 106.000, Senegal 75.000, Pakistan 73.000, Bangladesh 71.000, Macedonia 30.000, Algeria 25.000, Kosovo
21.000;
• religioni orientali: diverse collettività asiatiche.
16/12/2011
Comunicato stampa: Giornata di Azione Globale contro il Razzismo e per i Diritti dei Migranti, Rifugiati e Sfollati il 18 dicembre 2011
Il 18 dicembre del 1990 l’assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Dieci anni dopo l’ONU ha dichiarato il 18 dicembre Giornata Mondiale del Migrante. La dichiarazione richiama l’attenzione degli stati sulla salvaguardia dei diritti dei lavoratori immigrati, indipendentemente dal loro status giuridico nel paese in cui risiedono. Purtroppo, fino al 2011, una gran quantità di paesi non ha ancora ratificato la Convenzione; tra questi ci sono i paesi dell’Unione Europea, gli Stati Uniti e il Canada.
I dati forniti dalle Nazioni Unite attestano che nel mondo ci sono 175 milioni di persone
migranti. Nonostante il contributo che loro forniscono ai paesi in cui scelgono di vivere, spesso sono vittime di abusi, di discriminazione ed di sfruttamento sui posti di lavoro.
Per questa ragione molti attivisti ritengono urgente dare una risposta unitaria e globale dei migranti nel mondo e di coloro che difendono i loro diritti perché globali sono le politiche persecutorie applicate da Stati e governi.
Nel 2010 il Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni lanciò un appello per la realizzazione di una Giornata di Azione Globale contro il Razzismo e per i Diritti dei Migranti, Rifugiati e Sfollati il 18 dicembre 2011. L’appello fu poi ratificato al Forum Sociale Mondiale nel 2011 ribadendo la libertà di circolazione e il diritto a scegliere dove stabilirsi, la chiusura dei centri di identificazione ed espulsione dei migranti e l’annullamento di tutti gli accordi e i programma che violano i diritti i umani alle frontiere.
Attivisti di diversi paesi hanno risposto a questo appello e finora sono state programmate iniziative in Argentina, Belgio, Brasile, Cameroun, Canada, Spagna, El Salvador, Francia, Guatemala, Italia, Mexico, Niger, Perù, Svizzera, Stati Uniti e Uruguay.
Questo lavoro si è unito allo sforzo della Carta Mondiale dei Migranti, votata a Gorée (Senegal) nel febbraio 2011. In questa Carta si sottolinea il ruolo fondamentale che possono giocare i migranti come attori sociali e politici per la costruzione di una cittadinanza universale.
Per maggiori informazioni sulle iniziative che si realizzeranno nel mondo potete consultare il sito web www.globalmigrantsaction.org. Lì troverete i contatti delle organizzazioni che nei diversi paesi stanno partecipando a questa storica campagna per globalizzare la difesa dei diritti dei lavoratori migranti, rifugiati ed sfollati e per sconfiggere il razzismo.
Contatti: info@globalmigrantsaction.org
23/11/2011
Gli evangelici al Quirinale. Napolitano: "E' una follia che chi nasce in Italia da genitori stranieri non sia cittadino italiano"
Roma, 22 novembre 2011- Notizie Evangeliche (NEV)
Il fatto che non esista una legge che garantisca la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori immigrati è "una follia e un'assurdità". Lo ha dichiarato questa mattina il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso dell'udienza con una delegazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ricevuta in Quirinale.
La questione dei diritti di cittadinanza è stata introdotta dal pastore Massimo Aquilante, presidente della FCEI, che nel saluto rivolto al presidente Napolitano ha citato la Campagna "L'Italia sono anch'io", della quale la FCEI è uno dei 19 enti promotori. Facendo riferimento alle due leggi di iniziativa popolare promosse dalla Campagna - lo ius soli e il voto nelle consultazioni elettorali locali per gli immigrati - e ricordando che una vera politica di integrazione è impensabile senza questi fondamentali diritti, Aquilante ha auspicato che "il Parlamento vorrà recepire le due proposte entro il termine della presente legislatura".
Su questo punto il presidente della Repubblica ha espresso la sua convinzione che "oggi si apre un campo di iniziative più ampio che in passato". Anche se dopo la tempesta - come ha detto Napolitano - il mare è ancora mosso, il Presidente della Repubblica si è tuttavia detto convinto della maggiore obiettività e costruttività da parte delle forze politiche. Un clima che apre anche per il Parlamento maggiore spazio per intervenire in questioni come quella della cittadinanza, ma anche su altri temi, come "quello dei rapporti fra lo Stato italiano e le singole comunità religiose". Questo l'augurio espresso dal capo dello Stato, che ha sottolineato la necessità della "piena consapevolezza del rilievo sociale e pubblico delle confessioni religiose".
Al presidente Aquilante è seguito l'intervento della professoressa Elena Bein sull'idea di laicità in una società multiculturale e multireligiosa. "Lo Stato democratico laico - ha detto Bein - non rimuove a priori le diversità dallo spazio pubblico, anzi le valorizza, promuovendo l’interazione tra fedi, valori, tradizioni differenti, ed è neutrale nel senso di garantire, come arbitro imparziale, che tutte le concezioni possano partecipare al dibattito, impedendo al tempo stesso che una prevarichi sulle altre".
Il professor Mario Miegge ha invece tracciato un percorso storico incentrato sull'emancipazione di valdesi ed ebrei - cioè il riconoscimento dei loro diritti civili - avvenuto nel Piemonte sabaudo nel 1848, una data simbolo del Risorgimento italiano. "Le chiese e comunità che fanno parte della FCEI - ha affermato Miegge nel suo discorso - sono da sempre e prioritariamente impegnate nella lotta a favore della libertà religiosa, di coscienza e di culto. E intendono riaffermare il nesso inscindibile tra libertà religiosa e cittadinanza".
Al termine della cerimonia al Presidente Napolitano è stato fatto dono di una copia anastatica della "Bibbia di Olivetano", pubblicata per la prima volta nel 1535 a Serrières, presso Neuchâtel. Pietro Olivetano è autore della prima traduzione protestante della Bibbia in francese finanziata dai valdesi, dopo la loro adesione alla Riforma ginevrina nel 1532. La Bibbia si apre con una prefazione dello stesso riformatore Giovanni Calvino.
Il fatto che non esista una legge che garantisca la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori immigrati è "una follia e un'assurdità". Lo ha dichiarato questa mattina il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso dell'udienza con una delegazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ricevuta in Quirinale.
La questione dei diritti di cittadinanza è stata introdotta dal pastore Massimo Aquilante, presidente della FCEI, che nel saluto rivolto al presidente Napolitano ha citato la Campagna "L'Italia sono anch'io", della quale la FCEI è uno dei 19 enti promotori. Facendo riferimento alle due leggi di iniziativa popolare promosse dalla Campagna - lo ius soli e il voto nelle consultazioni elettorali locali per gli immigrati - e ricordando che una vera politica di integrazione è impensabile senza questi fondamentali diritti, Aquilante ha auspicato che "il Parlamento vorrà recepire le due proposte entro il termine della presente legislatura".
Su questo punto il presidente della Repubblica ha espresso la sua convinzione che "oggi si apre un campo di iniziative più ampio che in passato". Anche se dopo la tempesta - come ha detto Napolitano - il mare è ancora mosso, il Presidente della Repubblica si è tuttavia detto convinto della maggiore obiettività e costruttività da parte delle forze politiche. Un clima che apre anche per il Parlamento maggiore spazio per intervenire in questioni come quella della cittadinanza, ma anche su altri temi, come "quello dei rapporti fra lo Stato italiano e le singole comunità religiose". Questo l'augurio espresso dal capo dello Stato, che ha sottolineato la necessità della "piena consapevolezza del rilievo sociale e pubblico delle confessioni religiose".
Al presidente Aquilante è seguito l'intervento della professoressa Elena Bein sull'idea di laicità in una società multiculturale e multireligiosa. "Lo Stato democratico laico - ha detto Bein - non rimuove a priori le diversità dallo spazio pubblico, anzi le valorizza, promuovendo l’interazione tra fedi, valori, tradizioni differenti, ed è neutrale nel senso di garantire, come arbitro imparziale, che tutte le concezioni possano partecipare al dibattito, impedendo al tempo stesso che una prevarichi sulle altre".
Il professor Mario Miegge ha invece tracciato un percorso storico incentrato sull'emancipazione di valdesi ed ebrei - cioè il riconoscimento dei loro diritti civili - avvenuto nel Piemonte sabaudo nel 1848, una data simbolo del Risorgimento italiano. "Le chiese e comunità che fanno parte della FCEI - ha affermato Miegge nel suo discorso - sono da sempre e prioritariamente impegnate nella lotta a favore della libertà religiosa, di coscienza e di culto. E intendono riaffermare il nesso inscindibile tra libertà religiosa e cittadinanza".
Al termine della cerimonia al Presidente Napolitano è stato fatto dono di una copia anastatica della "Bibbia di Olivetano", pubblicata per la prima volta nel 1535 a Serrières, presso Neuchâtel. Pietro Olivetano è autore della prima traduzione protestante della Bibbia in francese finanziata dai valdesi, dopo la loro adesione alla Riforma ginevrina nel 1532. La Bibbia si apre con una prefazione dello stesso riformatore Giovanni Calvino.
19/11/2011
24/10/2011
24/06/2011
Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera
Il manifesto a cui aderire
Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni (stima Dossier Caritas Italiana Fondazione Migrantes al 1° gennaio 2010), pari all’8 % della popolazione totale. Di questi un quinto circa sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nati in gran parte in questo Paese, solo al compimento della maggiore età si vedono riconosciuto il diritto a chiederne la cittadinanza. Il luogo di provenienza dei loro genitori è lontano, spesso non ci sono mai stati. A loro, alle loro famiglie, vengono per lo più frapposte soltanto barriere. Limitazioni insormontabili e ingiustificate, che danno luogo a disuguaglianze, ingiustizie e persecuzioni.
L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso.
Noi, uomini e donne che considerano l’uguaglianza valore fondante di ogni democrazia e la decisione di persone di origine straniera di diventare cittadini/e italiani/e una scelta da apprezzare e valorizzare, siamo convinti che la battaglia per il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisiva per il futuro del nostro Paese.
Tutti e tutte dobbiamo assumercene la responsabilità e operare perché l’Italia sia più aperta, accogliente e civile.
Per questo ci impegniamo a:
1. Promuovere in ogni ambito l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana.
2. Agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza tra italiani e stranieri vengano rimossi, determinando le condizioni per la sua concreta realizzazione.
3. Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei migranti in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e culturali. Siamo infatti convinti che esercizio della cittadinanza significhi innanzitutto possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte.
4. Avviare un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di due proposte di legge di iniziativa popolare:
- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.
- una proposta di legge che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di responsabilità sociale e politica.
A sostegno di quanto proposto, ricordiamo che la Convenzione europea sulla Nazionalità del 1997 già chiedeva agli Stati di facilitare l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente”.
Sentiamo l’urgenza di riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico; per farlo, intendiamo impegnarci con una raccolta di firme e l’organizzazione di eventi e iniziative capaci di sollecitare organizzazioni e singoli a dar vita ad un movimento trasversale e unitario sul tema del diritto di cittadinanza.
Facciamo appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ognuno svolga il ruolo che gli compete per costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza in cui a ogni individuo che nasca e viva nel nostro Paese sia consentito di essere a tutti gli effetti cittadino/a italiano/a.
Comitato promotore
ACLI
ARCI
ASGI – ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI GIURIDICI SULL’IMMIGRAZIONE
CARITAS ITALIANA
CENTRO ASTALLI
CGIL
CNCA - COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE COMUNITÀ D’ACCOGLIENZA
COMITATO 1° MARZO
COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI
EMMAUS ITALIA
FCEI - FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA
FONDAZIONE MIGRANTES
IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA
LIBERA
LUNARIA
RETE G2 – SECONDE GENERAZIONI
SEI UGL
TAVOLA DELLA PACE
TERRA DEL FUOCO
CARLO FELTRINELLI, editore
GRAZIANO DELRIO, sindaco Reggio Emilia (presidente)
Prime adesioni
REGIONE EMILIA ROMAGNA
REGIONE LIGURIA
REGIONE PUGLIA
REGIONE TOSCANA
Info:
www.litaliasonoanchio.it , info@litaliasonoanchio.it
tel. +39 348 655 4161
19/04/2010
22/02/2010
Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri
Per informazioni e per aderire visitare il sito del comitato promotore: http://www.primomarzo2010.it/
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