Culti

Omegna - Via F.lli Di Dio 64
Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 14 Dicembre, si terrà alle h.11, seguirà un pranzo comunitario

Intra - C.so Mameli 19
Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 14 non si terrà, ma si terrà nel Tempio di Omegna alle h.11
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13/02/2013

Chiesa e potere nell’epoca post-secolare

di Paolo Naso, coordinatore Commissione studi della Federazione chiese evangeliche in Italia

Non è possibile scrivere di “Chiesa e potere” nell’anno in cui si ricordano i 1700 dell’Editto milanese dell’imperatore Costantino ignorando che solo qualche ora fa siamo stati sorpresi da un fatto inatteso e clamoroso come le dimissioni di papa Benedetto XVI. Questo gesto, che probabilmente potrà essere compreso e decifrato solo con il tempo e quando saranno chiarite le ragioni delle sussurrate frizioni interne all’establishment vaticano, ha una evidente ricaduta sull’ecclesiologia e forse sulla stessa teologia cattolica: come pochi altri questo gesto umanizza e vorrei dire “secolarizza” l’istituzione papale.
Dettate dalla stanchezza, dalla malattia o dal senso di responsabilità, le dimissioni sono difficilmente compatibili con l’esercizio di un “ministero vicario di Cristo in terra”, come recita una nota formulazione medioevale. Se tale debba essere il servizio del papa, ha gioco facile il cardinale di Cracovia e già segretario personale di Giovanni Paolo II, cardinale Stanislaw Dziwisz, a ricordare che “dalla croce di Cristo non si scende”.
Il papa teologo Joseph Ratzinger, con un gesto grave e anomalo, ha forse voluto dire che il papa, lui come altri, sulla croce di Cristo non ci è mai salito perché quel sacrificio resta unico e irripetibile.
Nelle particolari giornate che seguono le dimissioni, quella del papa appare oggi una missione certamente alta e autorevole ma assai più umana di quanto certa teologia cattolica abbia voluto affermare e la tradizione ecclesiale abbia celebrato per secoli. I teologi e il tempo ci diranno se si tratta davvero di una svolta nella comprensione della “forma di esercizio del primato petrino” - come già Giovanni Paolo II ipotizzava nel lontano 1995 all’interno della sua enciclica Ut unum sint - o se siamo di fronte a una scelta strettamente personale e quindi di modesto rilievo ecclesiologico.
Resta il fatto che le dimissioni di papa Ratzinger giungono in un tempo difficile per la vita della Chiesa cattolica ma più in generale per l’ecumene cristiana. Il cristianesimo non è più la “religio licita” e quindi fede tollerata tra le altre del pantheon imperiale: nei secoli è in varie aree del mondo è infatti cresciuto e si è consolidato arrivando a imporsi come “ideologia” del potere dominante.
Non è neanche – non è più – la religione di stati confessionali ormai attraversati dalla cultura e dai principi della laicità: il maglio della modernità ha frantumato l’idea stessa del “regime di cristianità” tipico del medio evo.
Ma passato per il tunnel di pesanti processi di secolarizzazione che sembravano segnare la fine della religione, il cristianesimo è oggi espressione tutt’altro che marginale di una ricerca di senso e di spiritualità. Vogliamo dire che se la modernità ha spezzato il nesso tra Chiesa e potere consolidatosi nel cosiddetto “costantinianesimo”, è pur vero che nel mondo globalizzato di oggi la semplice chiave della “secolarizzazione” non chiude la questione del ruolo pubblico delle religioni e quindi anche del cristianesimo.
E’ questa la tesi di fondo che emerge nel volume “Chiesa e potere. Libertà evangelica e spazio pubblico” (Claudiana 2013) che esce in occasione della Settimana della libertà promossa da varie chiese evangeliche italiane. Anche per esse, convintamente impegnate a difendere la laicità delle istituzioni e sempre pronte a denunciare la tentazione del potere ecclesiastico, la sfida è come “stare” nello spazio pubblico rendendo conto di ciò che sono, delle loro idee, dei loro principi: una comunità di fede che convive con molte altre presenze, una voce che si intreccia a molte altre voci aprendo nuove opportunità di conoscenza, confronto e dialogo. Un intreccio tra laicità e pluralismo, separatismo istituzionale e testimonianza pubblica della propria fede, identità e dialogo, appartenenza e ricerca di pellegrini che si muovono liberamente lungo varie vie dello spirito: qualcuno la chiama religiosità postsecolare.
(NEV-notizie evangeliche 07/2013).
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Riflessioni sul rapporto tra chiesa e potere nell'anniversario dell'Editto di Milano

- Dal riconoscimento del cristianesimo ai privilegi e alla critica del potere della chiesa
- Il rapporto chiesa/potere nella Riforma, dopo il Concilio, nella tradizione americana
- Chiesa, potere e società multiculturale, laicità, questioni di genere...

Con l'editto di Costantino del 313, di cui ricorre il 1700esimo anniversario, ai cristiani venne riconosciuto il diritto di professare la propria fede nei territori dell'Impero romano.
La fine delle persecuzioni aprì, tuttavia, la strada al potere temporale della chiesa, che portò con sé grandi disuguaglianze tra le fedi, prima fra tutte quella ebraica, facendo ben presto del cristianesimo e della sua principale istituzione un architrave del sistema di potere dominante.
Il libro ricostruisce il rapporto tra chiesa e potere soffermandosi su alcuni passaggi storici della Riforma protestante nonché sulle "sfide" della società odierna: multiculturalità, questioni di genere, laicità e "pari libertà".

Saggi di:
L. Alfieri, E. Bein Ricco, L. De Giovanni, F. Ferrario, E.E. Green, C. Napolitano, P. Naso, S. Nitti, D. Romano, M. Rubboli, L. Sandri, G. Tourn
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Per acquistare il libro sul sito dell'Editrice Claudiana cliccare qui

28/09/2011

Gli evangelici e la nascita dell’Italia


Il contributo del movimento evangelico al Risorgimento

Le battaglie per la libertà religiosa e di coscienza
Figure esemplari di evangelici e storia d'Italia
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In queste pagine lo storico Giorgio Tourn riflette sull'esperienza religiosa vissuta nel quadro del Risorgimento da quegli italiani che, collegati al cristianesimo evangelico, si inserirono in modo attivo nel progetto unitario al punto da farlo proprio, benché in modo specifico e non acritico.

L'ottica con cui gli evangelici guardavano all'Italia risorgimentale era particolare: non era quella carbonara, mazziniana, garibaldina, repubblicana, moderata o radicale, ma, appunto, quella "evangelica", ovvero aveva carattere religioso. Calandosi nel processo storico, gli evangelici non si identificavano con esso, che né risolveva né realizzava il loro ideale, e d'altra parte, pur distanziandosene, non se ne dissociavano.
Giorgio Tourn
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Giorgio TOURN, Risorgimento e chiese cristiane, «Piccola collana moderna»

n. 138, pp. 216, euro 13,50, in offerta 15x15 euro 11,48
Link al sito: http://www.claudiana.it/php/mostrascheda.php?nscheda=9788870168679

16/07/2011

Novità Claudiana

La concezione religiosa del patriota repubblicano Mazzini

Il libro riscopre quattro testi di un Mazzini che pochi conoscono, in cui appare chiaramente la dura disamina dello stato della fede cristiana in Italia e in Occidente, nonché la critica di una fede ammorbata dal clericalismo vaticano e dal materialismo marxista.

Il testo più ampio, Dal Concilio a Dio, è una lettera che Giuseppe Mazzini inviò pubblicamente, nel 1870, ai membri del Concilio Vaticano I che discutevano dell’infallibilità del pontefice, accingendosi a ratificare lo scontro con la modernità che la Chiesa di Roma aveva avviato proprio sotto il regno di Pio IX.

Domenica 17 luglio alle ore 17.30 il volume sarà presentato  a Torre Pellice (TO) nell’ambito del festival letterario  «Una Torre di libri» (www.unatorredilibri.it) in Piazza del Municipio.

Interverranno Paolo Ricca, Lorenzo Tibaldo e Andrea Panerini.

Giuseppe MAZZINI

Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi

A cura di Andrea Panerini

Prefazione di Paolo Ricca

«Piccola collana moderna» 135; pp. 111; euro 9,00

Nel pensiero di Giuseppe Mazzini (1805-1872), la religione occupa un posto centrale ed è strettamente legata, tramite il disegno provvidenziale, alla lotta politica per l’Unità d’Italia.

La sua concezione religiosa e la sua profonda spiritualità emergono con chiarezza nei quattro saggi proposti in questo volume, risalenti al periodo 1832-1870, che sostanzialmente racchiude l’intero arco della sua vita attiva.

Vi emergono con chiarezza molti temi-chiave del pensiero mazziniano: la critica del papato, che ostacola l’unificazione e l’indipendenza della nazione oltre che l’emancipazione civile e religiosa del popolo; lo stretto nesso tra religione e politica e, contemporaneamente, la distinzione tra potere politico e potere spirituale; gli ideali democratici e repubblicani, la religione del Progresso…

Claudiana

• La dura disamina dello stato della fede cristiana in Italia e in Occidente

• La critica di una fede ammorbata dal clericalismo vaticano e dal materialismo marxista

• Per un rinnovamento della religiosità attraverso la laicità dello Stato e una «religione civile»

PAOLO RICCA, teologo, ha insegnato Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma. La Facoltà di Teologia di Heidelberg gli ha conferito la laurea honoris causa. È spesso ospite della trasmissione di Radio 3 Uomini e profeti ed è direttore della Collana «Lutero – Opere scelte» edita da Claudiana. Tra gli ultimi libri pubblicati segnaliamo: Davanti a Dio. Leggendo il libro dei Salmi (2008), Giovanni Calvino. L’altra riforma (2009), «Come in cielo, così in terra. Itinerari biblici» (2009), Lutero, mendicante di Dio (2010) e Le ragioni della fede (2010).

ANDREA PANERINI, laureato in Storia contemporanea, è studente presso la Facoltà valdese di Teologia a Roma e ha pubblicato numerosi volumi di saggistica e di poesia, tra cui segnaliamo la curatela dell’inedito di Mazzini L’Italia, l’Austria e il Papa (2006) e la silloge poetica Litanie arabe (2010).
Per scaricare l’immagine di copertina: http://www.claudiana.it/copertine/9788870168723-hires.jpg

Per scaricare un brano del volume: http://www.claudiana.it/pdf/9788870168723-saggio.pdf

I libri possono essere acquistati direttamente sul sito della casa editrice: http://www.claudiana.it/

06/07/2011

Novità Claudiana - Laicità dall'unità a oggi


Le cinque lezioni magistrali sulla laicita del Premio Laico dell'Anno "Adriano Vitelli"

Carlo Augusto Viano, Gian Enrico Rusconi, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà e Giulio Giorello.
 Estratti dai principali documenti sui rapporti tra Stato e Chiesa cattolica dall'Unita d'Italia alla revisione del Concordato
Le cinque lezioni magistrali sulla laicità proposte in questo numero di "Quaderni Laici" sono state tenute, dal 2007 a oggi, in occasione della consegna del Premio Laico dell'Anno "Adriano Vitelli" – promosso dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni – da Carlo Augusto Viano, Gian Enrico Rusconi, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà e Giulio Giorello.


Nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia, la sezione "Documenti" – curata da Massimo L. Salvadori – presenta una raccolta di estratti dai principali documenti sui rapporti tra Stato e Chiesa cattolica: dal discorso parlamentare in cui, nel 1861, Cavour lanciò la celebre formula "Libera Chiesa in libero Stato" al discorso di Craxi sulla revisione del Concordato del 1984, passando per testi e interventi di Pio IX, Leone XIII e Pio XI, Sturzo, Croce, Mussolini, De Gasperi, Calamandrei, Nenni e Togliatti.
Integra il volume un saggio di Ermanno Vitale.
 
http://www.claudiana.it/php/mostrascheda.php?nscheda=9788870168754