Culti

Omegna - Via F.lli Di Dio 64
Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 14 Dicembre, si terrà alle h.11, seguirà un pranzo comunitario

Intra - C.so Mameli 19
Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 14 non si terrà, ma si terrà nel Tempio di Omegna alle h.11
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11/11/2014

"Ponti non barriere". Tredicesima Giornata del Dialogo Cristiano-Islamico a Verbania

Durante le celebrazioni della XIII° Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, 27 ottobre 2014, è stata collocata sul ponte del torrente San Bernardino tra quartiere di Sant’Anna e Sassonia  riportante il testo:  “Costruiamo ponti non barriere per un cammino di pace”. Un simbolo permanente e un messaggio inequivocabile rivolto alla cittadinanza verbanese per costruire insieme una città aperta al dialogo e al rispetto delle diversità.
La cerimonia dell’inaugurazione è stata presenziata dall’Amministrazione comunale di Verbania, per la quale era presente il vicesindaco, da rappresentanti nonché da membri delle chiese cristiane (Chiesa Evangelica Metodista, Parrocchie Cattoliche del Verbano) e della Comunità Musulmana del VCO.



07/10/2014

L'appello per la Tredicesima Giornata del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2014


Le radici comuni: compassione e misericordia 
Praticare l’accoglienza reciproca e la riconciliazione

Musulmani, musulmane, cristiani e cristiane rappresentano oggi oltre la metà della popolazione mondiale. La pace e il dialogo fra queste religioni è dunque fondamentale per la pace mondiale. Bisogna allora puntare su ciò che unisce queste religioni piuttosto che su quello che divide. E ciò che unisce è molto più di ciò che divide a cominciare da ciò che musulmani e cristiani ritengono essere i tratti fondamentali dell'unico Dio da essi invocato. Tratti fondamentali, da cui non si può prescindere, sono la misericordia e la compassione.
Lo ripetono continuamente i musulmani quando leggendo il Corano trovano in apertura di ogni sura l'invocazione ad “Allah, il compassionevole, il misericordioso”.
Lo affermano i cristiani quando leggono e praticano le beatitudini proclamate da Gesù (Mt 5) “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” e “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”, vivendo nella propria vita le idee proclamate da Gesù su un Dio amorevole e vicino, che si ritrova nel volto di ogni persona che proprio per questo va amata e rispettata senza riserve.
Riusciamo cristiani e musulmani a praticare compassione e misericordia nella nostra vita quotidiana?
  • Nei confronti di chi è portatore di una diversa cultura o di una diversa religione, o ha un colore della pelle diverso dal nostro?
  • Nei confronti dell'ambiente nel quale viviamo?
  • Nelle scelte economiche e nella distribuzione delle risorse a livello nazionale e internazionale?
  • Nel prendere posizione di fronte ai conflitti e alle minacce per la pace ?
Porsi queste domande e riscoprire compassione e misericordianella propria vita di tutti i giorni, aiuterà allora cristiani e musulmani a comprendere di essere fratelli e sorelle, di avere in comune valori profondi, la stessa umanità, lo stesso bisogno di cura e rispetto e la stessa motivazione a costruire un mondo di pace.
La misericordia e la compassione vanno dunque praticate se crediamo che esse siano i tratti fondamentali del Dio da noi invocato.
Su questi temi invitiamo tutte le comunità cristiane e musulmane a ritrovare i propri orizzonti comuni in difesa della dignità umana, da condividere anche con gli appartenenti ad altre tradizioni religiose e con le donne e gli uomini di buona volontà.
Roma, 12 Giugno 2014

I promotori della giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico

Per l'elenco dei promotori, per le adesioni e le iniziative vedi la pagina:
Per aderire alla giornata clicca qui

07/06/2013

Dialogo cristiano-islamico. Il tema della Dodicesima Giornata del 27 ottobre 2013

Libertà religiosa, base della convivenza civile.  
Un unico Dio, una sola umanità, diritti umani per tutti e tutte.

Comunicato stampa n. 1

Anche quest'anno, il prossimo 27 ottobre, si terrà la celebrazione della Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, giunta alla sua Dodicesima edizione.
Per dare modo alle comunità cristiane e musulmane di organizzare per tempo le proprie iniziative comuni, il Comitato organizzatore comunica il tema di questa dodicesima edizione.
Il tema proposto è il seguente:

Libertà religiosa, base della convivenza civile.

Un unico Dio, una sola umanità, diritti umani per tutti e tutte.

Nelle prossime settimane renderemo noto un testo più articolato, contenente anche riferimenti a documenti cristiani e islamici, che aiutino le comunità locali ad organizzare iniziative di dialogo che possano coinvolgere soprattutto i giovani ed il mondo della scuola.
Con un fraterno augurio di

Shalom, salaam, pace
I promotori della giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico
Roma, 5 giugno 2013

Per l'elenco dei promotori, per le adesioni e le iniziative vedi la pagina: 
http://www.ildialogo.org/cristianoislamico

02/10/2012

Undicesima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2012: "Islam, cristianesimo, Costituzione: cristiani e musulmani a confronto con la laicità dello Stato"

La Chiesa Evangelica Metodista,
Le Parrocchie Cattoliche del Verbano, 
La Parrocchia Ortodossa Rumena,
La Comunità Islamica del V.C.O., 

promuovono:

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO SUL TEMA DELLA GIORNATA
con dott.ssa Maria Bombardieri dell'Università degli Studi di Padova
Venerdì 26 ottobre, ore 21.00
Famiglia Studenti - Il Chiostro (Sala Rosmini), Verbania Intra

TORNEO SPORTIVO DI CALCETTO (a squadre miste composte da ragazzi delle comunità cristiane ed islamica)
Domenica 28 ottobre, 14.30 
Centro Sportivo S. Francesco di Verbania -Pallanza


Appello:

"Islam, cristianesimo, Costituzione: cristiani e musulmani a confronto con la laicità dello Stato"

E’ questo il tema che quest’anno proponiamo all’attenzione delle comunità cristiane e musulmane per l’undicesima edizione della giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico.
I motivi che ci spingono a proporre tale tema sono:

1. La nostra Carta Costituzionale, a 65 anni dalla sua promulgazione, è ancora largamente inattuata ed anzi continuamente calpestata nei suoi principi fondamentali  e necessita, quindi, di una sua robusta difesa che si può attuare con la sua conoscenza e con lo stimolare iniziative concrete dal basso per la sua attuazione.

2. L'Islam in Italia, come è sottolineato in numerosi studi sull’argomento,  fa ancora fatica a diventare un “islam italiano”, è ancora un fenomeno legato molto strettamente all'immigrazione, pur essendoci già le seconde e forse anche terze generazioni degli immigrati musulmani arrivati in Italia 40 anni fa, che però sono ancora legati alle loro terre d'origine di cui vivono intensamente come proprie le vicissitudini attuali.

3. C'è, infine, sia tutta la questione della costruzione delle moschee, che sono di fatto bloccate in tutta Italia (vedi ad esempio la vicenda di Genova) , sia la questione dell'intesa, che è del tutto in alto mare e non solo per i musulmani.

Invitiamo così anche quest’anno a celebrare, il prossimo 27 ottobre 2012, la Undicesima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, nella convinzione che sono “Beati quelli che si adoperano per la pace” (Mat 5:9) , perché Dio (Allah) “chiama alla dimora della pace” (Sura 10, 25) perché Lui è “La Pace” (Sura LIX, 23 ), perché il dialogo è lo sforzo sulla via di Dio che ci compete e ci onora.

Con un fraterno augurio di
Shalom, salaam, pace

I promotori della giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico
Roma li, 28/06/2012

16/09/2010

Estremismo religioso e leggi della comunicazione

di Paolo Naso, docente di scienza politica all'Università "La Sapienza" di Roma

La provocazione razzista del predicatore americano che l’11 settembre avrebbe voluto bruciare in pubblico un Corano sembra avere raggiunto il suo scopo. A poche ore dal nono anniversario dell’attentato di Al Qaeda contro le Torri gemelle, infatti, in India si sono contati oltre dieci morti – tutti cristiani – uccisi nel corso di un “pogrom” col quale gruppi di musulmani estremisti avrebbero inteso vendicare l’offesa al loro libro sacro.
Nonostante l’esecrazione unanime della comunità internazionale e la netta condanna espressa dal presidente Obama nei confronti di questo “annuncio”, il fuoco della violenza nel nome di Dio ha fatto nuove vittime e rischia di incendiare altri territori in Medio Oriente, in Africa ed in Asia. Tristemente, in questo delirio dei fondamentalismi non sembra esserci nulla di nuovo: da tempo gli estremismi religiosi sembrano infatti costituire uno dei frutti avvelenati della società “postsecolare”. Entrati in crisi i grandi orizzonti di pensiero laico, le religioni sembrano prendersi un’ambigua “rivincita” che porta con sé anche fanatismi, settarismi ed intolleranza.
Ma la vicenda di questi giorni è spia di un altro problema, che non rimanda alle religioni quanto al sistema della comunicazione: il fatto che un anonimo, isolato e screditato predicatore della Florida possa accendere la miccia di una bomba che esplode a grappolo nei punti più remoti del mondo, ci dice della forza dei simboli e del ruolo che in talune circostanze possono svolgere i mezzi di comunicazione di massa.
Lo sconosciuto predicatore è riuscito a porsi per qualche ora al centro dell’attenzione mondiale, è il frutto di una logica del sistema mediatico alla disperata ricerca di personaggi e di eventi, tanto più rilevanti quanto più “straordinari”, distanti o contrari cioè all’ordine prevedibile delle cose. Se fa notizia un albero che brucia e non una foresta che cresce, è ovvio che sulle prime pagine dei giornali finirà un pastore che predica l’odio e non uno che invece parla di amore e di riconciliazione.
In assenza di un’etica condivisa della comunicazione, casi di questo genere sono destinati a moltiplicarsi e a dare l’impressione all’opinione pubblica di una escalation degli estremismi religiosi. Etica della comunicazione significa che blasfeme provocazioni razziste come tali vanno presentate e ridimensionate; se invece le si assume come espressione dello scontro tra culture e religioni su scala globale, le si ammanta di una dignità che non possono meritare.
In un sistema della comunicazione così condizionato dalle logiche commerciali e talvolta politiche, l’azione positiva di credenti musulmani e cristiani che dialogano, convivono pacificamente e lavorano insieme per la pace non troverà mai spazio.
In un sistema così fragile ed incapace di proteggere la sua stessa credibilità, dovremo prepararci ad altri annunci deliranti e ad altri gesti provocatori facilmente vendibili al mercato dello scoop globale.
Per chi crede che ben altro sia il ruolo delle religioni nel nostro tempo, il gioco è truccato, inutile sedersi al tavolo. La tragedia è che la posta di questa partita è la pace tra credenti e popoli di diverse tradizioni in intere aree del pianeta (NEV-notizie evangeliche 36-37/10).

17/10/2009

Presentazione dell'Ottava Giornata del dialogo cristianoislamico del 27 ottobre 2009

Di Jean-Félix Kamba Nzolo, pastore valdese

La Giornata del dialogo cristiano islamico giunge alla ottava edizione. Un’iniziativa nata all’indomani di ciò che ormai viene identificato con la data dell’ 11 settembre 2001, ovvero l’ attentato terroristico di New York e Washington, quando, in un clima di sconcerto e di paura, fu fatto circolare un appello “per il dialogo” sottoscritto da centinaia di personalità del mondo cattolico, protestante ed ortodosso italiano.
La Giornata del dialogo cristiano-islamico è stata istituita con lo scopo di contrastare il clima di incomprensione e talvolta di contrapposizione che si era determinato tra le due comunità. Da allora ogni anno, il 27 ottobre si sono realizzati centinaia di eventi in tutta Italia, ciascuno organizzato secondo specifiche modalità locali. La Giornata del 2007 cade in un periodo particolarmente difficile, talvolta caratterizzato da un clima di tensione e paure che la presenza dei musulmani sul territorio italiano suscita tra l’opinione pubblica, a maggioranza cristiana. I promotori della Giornata invitarono istituzioni politiche e religiose, società civile e cittadini ad impegnarsi affinché la logica e la pratica del dialogo prevalgano sullo scontro tra le culture.
Non si tratta di un’iniziativa nata dall’alto delle istituzioni religiose, ma di un’iniziativa nata dal basso, perché ideata da persone appartenenti a diverse confessioni cristiane e che fino allora erano impegnate nel dialogo interreligioso con l’islam, per lo meno coi musulmani italiani e che avevano sentito il bisogno di pronunciarsi all’indomani di quella strage dell’11 settembre con una proposta seria in grado di impegnare le chiese cristiane. Quest’ultime sono sollecitate a non limitarsi alle buone intenzioni ma ad attuare un autentico dialogo con l’Islam basato sulla conoscenza e rispetto reciproci nello spirito del documento conciliare cattolico "Nostra Aetate ", della "Charta Oecumenica ", firmata dalla Conferenza delle Chiese europee (KEK), un organo che raggruppa la maggior parte delle chiese ortodosse, riformate, anglicane, libere e vecchio cattoliche d’Europa e dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (CCEE) nel quale sono incluse le Conferenze episcopali d’Europa.In un certo senso, si è passato dal dialogo fra le istituzioni al dialogo fra le persone: questo è il filo rosso della Giornata di dialogo cristiano-islamico. Ogni anno viene lanciato l’appello per una nuova edizione della Giornata al quale aderiscono associazioni, gruppi, singoli, ecc… che promuovono nelle loro città iniziative di dialogo con l’Islam.

15/10/2009

Ottava Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico

27 ottbre 2009
La gioia del raccontarsi la vita

"Siamo tutti migranti"

Ci incontreremo martedì 27 ottobre 2009 alle 21 presso il Centro di Incontro S.Anna di Verbania Pallanza per un incontro di letture dei testi biblici e coranici, riflessioni, preghiere e invocazioni.

Promuovono: Le Parrocchie Cattoliche di Verbania, La Chiesa Evangelica Metodista (Unione delle Chiese Evangeliche Valdesi e Metodiste), Parrocchia Ortodossa rumena di Verbania, La Comunità musulmana del verbano

Appello per la Ottava Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2009

La gioia del raccontarsi la vita

Siamo tutti migranti. Non c’è essere umano che non abbia affrontato per lo meno una volta nella sua vita una migrazione da un luogo ad un altro, con tutte le difficoltà che questo comporta.
La moderna tecnologia ci pone anzi in continuo movimento ed a continuo contatto, sia reale che virtuale, con persone dalle diversissime origini, culture, religioni. La globalizzazione ci pone di fronte, molto più che nel passato, alla necessità della convivenza con persone provenienti dalle più disparate parti del nostro pianeta, l’unico che abbiamo, ognuno con il proprio carico di tradizioni, cultura, religioni, storie da raccontare.
La paura dei migranti, ed in particolare di quelli di religione islamica, che è stata instillata nella coscienza degli italiani da una campagna mediatica martellante e perversa, è quindi del tutto ingiustificata perché ci mette fuori dalla realtà del mondo attuale. Realtà con cui peraltro le moderne società dell’occidente si stanno confrontando, nonostante le ovvie fatiche, in modo positivo. L’islamofobia e l’odio razziale, così come si stanno verificando nel nostro paese, sono infatti uniche nel panorama politico e sociale europeo, dove le politiche di integrazione e di dialogo fra le persone provenienti da paesi diversi sono una pratica costante.
Ed è partendo da tali considerazioni ed in vista della prossima edizione della Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2009, che proponiamo a tutte le associazioni, alle riviste culturali, alle comunità religiose cristiane e musulmane che dal 2001 stanno conducendo con noi questa esperienza, anch’essa unica nel panorama europeo, di assumere come slogan della giornata quello de “La gioia del raccontarsi la vita”.
Abbiamo bisogno di riscoprire il valore dell’incontro con gli altri, la capacità di raccontarsi e di scoprire le comuni esperienze di vita e le particolarità culturali, religiose, sociale di ogni persona. Dobbiamo superare la logica dell’homo homini lupus, che vede un pericolo in ogni persona che non appartenga al proprio “clan”, e riscoprire il prendersi cura vicendevolmente gli uni degli altri che è scritta nei libri sacri di cristiani e musulmani.
Possiamo anzi fare della ottava giornata del dialogo cristiano islamico un momento per riscoprire la dimensione del racconto che è riscontrabile in modo chiaro sia nella Bibbia sia nel Corano, libri che sono stati alimentati dallo spirito di Dio, che è passato e continua a passare di bocca in bocca, di cuore in cuore, di generazione in generazione e che solo dopo un lungo processo di trasmissione orale è stato messo su carta.
Sì, spetta ora a noi riscoprire la dimensione del racconto della propria fede. Spetta ora a noi riscoprire la gioia del raccontarci la vita, la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria fede, i propri sogni, le proprie speranze di pace e di un mondo migliore!
Con un fraterno augurio di pace, shalom, salaam
Il Comitato organizzatore
Roma, 2 luglio 2009