Culti

Omegna - Via F.lli Di Dio 64
Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 14 Dicembre, si terrà alle h.11, seguirà un pranzo comunitario

Intra - C.so Mameli 19
Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 14 non si terrà, ma si terrà nel Tempio di Omegna alle h.11
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08/03/2013

I valdesi e metodisti chi sono?

interno aula sinodale
Le chiese valdesi e metodiste sono chiese cristiane che fanno parte della grande famiglia protestante (o evangelica) che vive e confessa la fede cristiana attenendosi all'essenziale, sotto il controllo costante della Bibbia e del suo messaggio. Il protestantesimo storicamente è nato nel Cinquecento come risposta a un forte appello, rivolto all'intera chiesa cristiana, a tornare alla purezza e alla purezza e alla coerenza evangelica riformandosi ed  eliminando abusi ed errori. Su questo invito a riformarsi la chiesa del tempo si divise.
Attorno a teologi come Lutero, Zwingli,  Calvino e altri, molti si raccolsero per realizzare riforme locali, in attesa e nella speranza di un rinnovamento spirituale, sociale ed ecclesiastico che abbracciasse l'intera cristianità. Nacquero così, soprattutto nell'Europa del centro e del nord, diverse chiese protestanti. In altri paesi la Riforma protestante fu soppressa con la forza. La cristianità europea nel suo complesso rimase spaccata in due e la linea di separazione fra l'Europa cattolica e quella protestante fu spesso segnata da una frontiera di sangue.
Solo in epoca recente le chiese hanno imparato a riconoscersi in una comune fede cristiana, anche se le divisioni permangono a tutt'oggi. I protestanti tengono comunque a sottolineare con forza la loro dimensione cristiana ed ecumenica al tempo stesso, e la loro specifica vocazione di chiesa che, aperta al dialogo e alla collaborazione con le altre chiese, mantiene fermo il suo riferimento biblico centrale e la sua struttura di chiesa senza mediazioni né gerarchie.
 In Italia

La forte fioritura protestante della prima metà del Cinquecento non trovò altro sbocco che la scelta tra il rogo e l'emigrazione. La sola eccezione fa quella dei valdesi, che esistevano fin dal XII secolo come dissidenza cristiana di dimensione europea e che nel 1532 erano confluiti nella Riforma diventando una chiesa riformata in senso stretto. I valdesi sopravvissero a sanguinose persecuzioni e ad un tentativo di sterminio totale nel 1686.

Nell’Ottocento
Valdesi e metodisti, insieme alle altre chiese evangeliche che nel frattempo erano sorte in Italia, diedero un contributo al Risorgimento e al rinnovamento spirituale e religioso del paese, creando una rete di comunità dalle Alpi alla Sicilia. Un forte nucleo di valdesi esiste in Uruguay e Argentina e forma un'unica chiesa con i valdesi e metodisti italiani.
Valdesi e metodisti sono in Italia circa 30.000 con un centinaio di comunità e oltre cento pastori, di cui quasi il 20% sono donne. Relativamente poco numerosi, essi sono caratterizzati da una forte motivazione etica e sociale e dallo sforzo di uniformare all'evangelo la loro vita e la stessa organizzazione della chiesa. Insieme alle chiese battiste, luterane, l'Esercito della Salvezza e alcune chiese libere, essi fanno parte della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che gestisce importanti attività comuni come il Servizio rifugiati e migranti, la rubrica televisiva Protestantesimo, il culto radio della domenica mattina su RAI Radiouno e il servizio stampa Nev.
Valdesi e metodisti

Dal 1979 sono uniti nello stesso Sinodo, e come tali hanno stipulato nel 1984 un'Intesa con lo Stato che ne garantisce la libertà di culto e di azione nei campi dell'assistenza, della solidarietà sociale, dell'educazione e della cultura. Dal 1993 il nome della Chiesa evangelica valdese - Unione dette chiese valdesi e metodiste, è stato incluso fra gli Enti di culto che hanno accesso alla ripartizione dell'8 per mille dell'Irpef. Oltre alle ordinarie attività di culto, di predicazione e di formazione, valdesi e metodisti svolgono attività culturali, di assistenza e di promozione sociale. Sul piano culturale hanno a Roma una Facoltà di teologia, a Torino la Casa editrice Claudiana e Centri culturali nelle principali città. Oltre agli ospedali e a diversi istituti di accoglienza per anziani, bambini, ecc., le chiese valdesi e metodiste gestiscono centri sociali di forte impegno sul territorio, fra cui La Noce (Palermo), Servizio Cristiano (Riesi - CL), Cosa Materna (Portici - NA). Il settimanale delle chiese valdesi, metodiste e battiste è Riforma - L'Eco delle Valli valdesi.

I FONDAMENTI DEL PROTESTANTESIMO
Questi sono schematicamente i principi fondamentali del protestantesimo:
La salvezza per grazia mediante la fede II Dio libero, che si rivolge liberamente agli esseri umani, crea con loro un rapporto diretto e di coscienza che non ha bisogno di mediazioni sacerdotali. "Nel protestantesimo non esistono pertanto sacerdoti; la comunità dei credenti riconosce e valorizza al suo interno diversi carismi e ministeri (pastorale, diaconato, insegnamento...)
La Bibbia come unica fonte di autorità

Dio ha parlato per mezzo dei suoi profeti e in modo unico in Gesù Cristo. La Bibbia è perciò il fondamento primo della fede e della vita cristiana.

La Riforma ha così definito il suo programma: Sola Scrittura, solo Cristo, solo per fede.

La Bibbia, è la sola fonte di conoscenza,
 di orientamento per la Fede;
Gesù Cristo  è l'unica sorgente di salvezza,
di speranza per gli uomini,la sola autorità per la Chiesa; la Fede,cioè l'accettazione del dono di Dio, è l'unica via con cui l'uomo può giungere alla salvezza:

quindi fondandoci sulla Bibbia non rendiamo alcuna venerazione o culto alla Madonna e ai santi, rifiutiamo l'autorità del Papa sulla Chiesa, sui credenti, rifiutiamo il ministero sacerdotale come intermediario fra Dio e gli uomini come detentore del potere sacramentale, riconosciamo due soli sacramenti:

il Battesimo che è segno della nostra morte e resurrezione in Cristo; la Cena del Signore, o comunione, o eucarestia, che è il segno visibile della reale, ma spirituale, comunione con la persona e l'opera vivente di Gesù, della comunione fraterna fra coloro che credono il lui.

Un'etica fondata sulla responsabilità e la libertà
Gesù Cristo non ha insegnato una nuova legge che sostituisca l'antica, cioè nuove regole o precetti., ma chiama uomini e donne ad una libertà che si esercita nella responsabilità: per sé e per il prossimo, per la società e per il creato.

Una chiesa come assemblea dei credenti
La chiesa è la società di coloro che in Cristo sono stati chiamati ad una nuova vita. Essa è un'assemblea di eguali, nella quale l'evangelo viene annunziato e i sacramenti correttamente amministrati. Non ha una sua forma necessaria o fissa, non ha gerarchie ma si amministra da sola sul piano locale, regionale e mondiale, senza ingerenze del potere politico e senza esercitare da parte sua alcun potere.




07/12/2012

Chi sono i metodisti?

Cultoradio - 2 dicembre 2012
di Luca Baratto

Chi sono i metodisti e perché si chiamano così? È quello che ci chiede un ascoltatore della provincia di Foggia. «Dei luterani – ci scrive nella sua lettera – si può intuire che derivino dalla figura di Martin Lutero, i calvinisti da quella di Calvino, ma gli appartenenti alla chiesa metodista perché si chiamano così, perché portano questo nome?».
I metodisti – quelli che oggi fanno parte di una grande famiglia di chiese protestanti nate in Inghilterra nel 1700 ma presenti in tutto il mondo, tanto da contare circa 70 milioni di membri – devono il loro nome a un piccolo gruppo di persone raccolte attorno alla figura del teologo John Wesley.
Queste persone si riunivano ogni sera per leggere la Bibbia, dedicarsi con fervore alle visite ai carcerati, all’assistenza ai poveri, alla lotta all’analfabetismo. Erano così costanti, così metodici nella loro pietà personale che alla fine qualcuno iniziò a chiamarli, con una punta polemica, «i metodisti».
In realtà John Wesley e i suoi amici, nel corso del tempo, inventarono davvero un nuovo metodo, un nuovo modo di essere chiesa. L’Inghilterra del Settecento era nel pieno della Prima rivoluzione industriale.

Migliaia di persone si spostavano dalle campagne alle città, ritrovandosi a vivere in quartieri degradati, in case sporche, dove ogni relazione sociale era andata perduta. Alcolismo, lavoro minorile, condizioni di lavoro umilianti per uomini e donne, erano i mali comuni di quella società. Wesley capì che la sua chiesa, quella anglicana, non sapeva raggiungere quella gente; pensò che non erano le persone a doversi avvicinare alla chiesa ma piuttosto era la chiesa che doveva andare da loro. «Il mondo è la mia parrocchia» fu da subito il suo motto che lo portò a predicare nelle piazze e nei luoghi pubblici di ogni genere, e a fare delle case della gente, e non dei locali delle chiese, i luoghi di una rinnovata fede cristiana. Una spiritualità calda e coinvolgente; una predicazione che non solo chiedeva alla persone di cambiare ma annunciava a persone abbrutite che cambiare vita era davvero possibile; una grande attenzione e sensibilità sociale, tanto che proprio in seno al metodismo nacquero i primi sindacati britannici; tutte queste sono state le chiavi del successo di questo movimento che si diffuse in tutto il mondo.
In Italia i metodisti sono arrivati 151 anni fa: la loro storia è lunga quanto quella dell’Italia unita. Anche nel nostro Paese portarono la stessa miscela di spiritualità autentica e di impegno per la giustizia sociale. Vivere la propria fede nella città e cercarne il bene comune: questa continua a essere la spiritualità metodista.

(Rubrica «Parliamone insieme»della trasmissione di Radiouno «Culto evangelico» curata dalla Fcei, andata in onda domenica 2 dicembre).

07/10/2011

Breve storia della Chiesa Metodista di Omegna

Nel 1878 il "maestro evangelista" Gaetano Barbieri, coadiutore del pastore di Intra, va a risiedere a Villadossola dove apre una piccola comunità che raccoglie i numerosi montanari diventati protestanti e che affluiscono a valle per i servizi religiosi, spesso compiendo ore di cammino. Lì apre anche un piccolo centro per bambini e per orfani che in breve sarà spostato a Intra: con il nome di "Pestalozzi", noto pedagogista evangelico, diventerà una delle opere più grosse della Chiesa Metodista e ospiterà centinaia di bambini di tutta la zona fino all’ inizio della seconda guerra mondiale.

Negli ultimi 20 anni del secolo vi fu una notevole espansione del protestantesimo nella zona, pur trattandosi sempre di piccoli numeri: era terminata anche l'illusione di un movimento di massa che desse all'Italia quell'impulso che le era mancato dallo sradicamento sul nascere della Riforma nel '500. Chi si accosta al protestantesimo lo fa a livello individuale, qualche volta familiare, e sempre perché contattato personalmente ad opera, per lo più, di colportori. Costoro erano delle singolari figure di credenti : persone semplici che giravano per i mercati e per i paesi, offrendo o vendendo Bibbie. Molto spesso la sola lettura della Bibbia, confrontata con la realtà del Cattolicesimo, faceva sì che le persone diventassero protestanti. Questo accadde in uno sperduto paesino di montagna raggiunto da un colportore: Quarna di Sopra.
Intorno al mugnaio-albergatore Stefano Crotta e alla sua famiglia, nacque nel 1884 un piccolo gruppo di persone che si raccoglievano a leggere insieme la Bibbia. Il pastore di Intra poteva visitarli solo due o tre volte l'anno.
Negli stessi anni si va consolidando un gruppo di protestanti italiani a Luino, dove nascerà una comunità nel 1890, mentre sul versante piemontese accade che nel 1889 il paese di Montorfarno si stacca quasi interamente dalla Chiesa Cattolica per un dissidio con il parroco di Mergozzo da cui dipendeva.
Nel passaggio al protestantesimo ha senza dubbio avuto un notevole peso la presenza di alcuni emigrati che, dopo esser stati nel Nord America entrando in contatto con quel mondo, erano ritornati al paese. La differenza tra il modello di società d'oltre oceano e la religione predominante fosse quella protestante non lasciava indifferenti le persone. Così viene chiamato il pastore di Intra e nel giro di due anni si forma una vera e propria comunità.
A Montorfano i paesani si danno da fare per costruire una chiesa con annessa scuola: l'unica che sia mai esistita in paese e che continuerà a funzionare fin dopo la seconda guerra mondiale. Si apre un problema riguardo la cura pastorale di Montorfano e del gruppo di Gravellona. Il pastore di Intra caldeggia l'invio di un altro collega in zona e, nonostante le difficoltà finanziarie, la Missione Wesleyana decide di mandare un pastore, però con residenza a Omegna.
La scelta di Omegna non era casuale. Nel 1886 un imprenditore svizzero, Massimiliano Ackermann, aveva aperto un grosso complesso industriale. Numerose maestranze che lavoravano per lui, personalmente cattolico, provenivano dalla Svizzera ed erano protestanti. Così aumentava questo gruppo straniero che già da tempo contava alcune famiglie di imprenditori stabilitisi a Gravellona e nella zona: Walty, Häusler, Mattenberger, Berchtold, Schneider, Fürter, Rothplez.
Il primo pastore di Omegna fu Gaspare Cavazzuti che, giunto sul posto, fonda la comunità raccogliendo i gruppi di Quarna, di Gravellona, di Montorfano e i nuovi arrivati a Omegna. Ma la sua attività si amplia, secondo la consuetudine, e inizia un lavoro di "evangelizzazione". Con questo termine si definisce la predicazione del "puro Evangelo" contrapposto ai "dettami" della Chiesa Cattolica.
Ufficialmente la comunità di Omegna viene fondata l’11 dicembre del 1892. Gli inizi non sono facili: poche persone del luogo aderiscono alla Chiesa Metodista, nonostante siano molte quelle che frequentano le riunioni. Subito si manifesta l'ostilità nei confronti di chi si avvicina alla Chiesa protestante. C'è chi è minacciato di perdere i diritti alla sussistenza pubblica (spesso si tratta di gente di umili condizioni, che coglie la novità di un messaggio liberatorio anche sul piano sociale). C'è chi rischia la perdita del posto di lavoro, o della casa. Lo sfratto colpisce due volte lo stesso Cavazzuti, finché egli decide di passare al contrattacco!

II pastore Cavazzuti, era dotato di un forte carattere: se i giornali dell'epoca non risparmiano gli attacchi a questo intruso che sembra essere così poco rispettoso delle consuetudini religiose del paese, le repliche del pastore non sono da meno! Altri problemi nascono dal fatto che il primo locale di culto era confinante con un istituto religioso cattolico: un muretto di confine diventò ben presto la causa di interminabili diverbi. Interminabili, almeno fino a quando il pastore non ricevette lo sfratto. La ricerca di un altro locale si rivelò difficile e le riunioni religiose vennero tenute per qualche tempo nell'abitazione del Cavazzuti. Ma l'intimazione di sfratto raggiunse anche il suo appartamento, complici - secondo il pastore - i maneggi della perpetua del prete che sarebbe andata seminando zizzania in paese.

Di chiunque fosse la responsabilità, certo era che il pastore non riusciva più a trovare un locale in Omegna e, in breve, avrebbe dovuto lasciare anche la casa. Di fronte a questa sconfitta, ecco che si rivela il forte carattere di Gaspare Cavazzuti. Piuttosto che andarsene, egli decide di tentare la costruzione di una chiesa, con annesso appartamento pastorale. L'impresa sembrava disperata: la Missione Wesleyana, sempre alle prese con enormi problemi finanziari, non poteva stanziare praticamente nulla: il Cavazzuti avrebbe dovuto fare tutto da solo.
La prima persona interpellata da Cavazzuti fu l'imprenditore cattolico Massimiliano Ackermann.
Il pastore prospettò la necessità di un locale di culto adatto per le numerose maestranze svizzere protestanti che lavoravano nella sua fabbrica. Ma Cavazzuti si trovò di fronte a un interlocutore di carattere altrettanto "forte" e deciso piuttosto a licenziare le proprie maestranze piuttosto che collaborare alla costruzione di una chiesa protestante.
Il primo colloquio fu particolarmente burrascoso; tuttavia si ha ragione di credere che i due personaggi si rispettassero a vicenda, dato che in altre occasioni Cavazzuti, in una insolita veste di sindacalista, riuscì ad ottenere alcune migliorìe in fabbrica, tra cui l'istituzione di un "nido" per i figli delle operaie. Quasi al termine della vita, provato dalla prematura scomparsa dell'unico figlio, Ackermann ricercò il conforto di Cavazzuti che gli fu vicino, anche se ormai non era più pastore a Omegna, essendo stato trasferito a Milano.
La raccolta di fondi per la costruzione della chiesa iniziò nel 1895: Cavazzuti si recò più volte in Svizzera e mobilitò tutte le sue conoscenze inglesi. Ma si dette molto da fare anche in zona, rivolgendosi ai numerosi stranieri che venivano a villeggiare sul lago d'Orta e sul Maggiore. Un sistema usato per contattare i possibili benefattori era quello di inviare i suoi figli lungo le principali vie di passaggio e di far loro lanciare dei volantini all'interno delle carrozze.
Sul piccolo libriccino dove il Cavazzuti segnò per 5 anni in modo molto scrupoloso tutte le somme raccolte, si notano alcuni nomi illustri: il console svizzero, il vice-sindaco di Londra, la regina madre d'Olanda. E poi tante, tantissime piccole offerte provenienti da persone semplici: anche gli evangelici italiani della zona fecero uno sforzo non indifferente. E agli appelli lanciati in Italia risposero non soltanto i metodisti, ma pure protestanti di altre denominazioni.

Il terreno fu subito comprato: un appezzamento rettangolare, vicino al centro allora abitato, tra il canale Nigoglia e la strada principale per Gravellona (l'odierna via Fratelli di Dio). Nel 1896 iniziarono i lavori di costruzione della chiesa, lavori che durarono meno di un anno. Si trattava di un edificio non molto grande, in stile neoclassico, con portale. All'interno si trovava la sala di culto e, dietro, alcuni altri locali da destinare a scuola. Al primo piano era previsto l'alloggio pastorale.
La sottoscrizione continuò fino al giugno del 1900 perché al momento della costruzione solo la metà della cifra occorrente era stata raccolta. Pure, la solenne inaugurazione ebbe luogo il 16 maggio 1897, alla presenza del responsabile della Missione Wesleyana in Italia, Henry Piggott, e di numerose rappresentanze delle altre comunità evangeliche della zona. Il giorno dopo vi fu una grande festa popolare a Montorfano la cui comunità proprio in quel periodo era impegnata nella costruzione della propria chiesa.

Breve storia della Chiesa Metodista di Verbania Intra


Nel 1861 arrivano in Italia due pastori inglesi Pigott e Green, inviati dalla Societa' Missionaria Metodista Wesleyana per fare un'opera di evangelizzazione. Henri Pigott si stabilisce a Milano e di la' comincia a visitare la zona del lago Maggiore e la Val d'Ossola. Intra era una cittadina che contava numerose industrie manifatturiere i cui proprietari erano per lo piu' svizzeri di lingua tedesca e protestanti, che non erano curati "pastoralmente" da nessuno; tuttavia Pigott insiste nel lavoro con gli italiani.
La Chiesa Metodista di Verbania Intra nasce nel 1863, una delle prime comunita' sorte dalla predicazione metodista in Italia. Prima della formazione delle altre comunita', raccoglie tutti i Protestanti del Lago Maggiore, Lago d'Orta e Valle d'Ossola. La Chiesa ha un suo pregio architettonico sia all'interno che all'esterno; inaugurata nel 1893, si nota il suo campanile che e' punto di riferimento per chi entra ad Intra sia dalla strada sia attraversando il lago. La predicazione metodista si accompagnava sempre con l'istituzione di scuole e opere e cosi' avviene anche a Intra. Nel 1864 viene aperta una scuola alla quale risultano iscritti ottanta adulti e venti bambini, scuola che sara' una delle piu' importanti della missione wesleyana in Italia fino alla prima guerra mondiale. La predicazione e l'alfabetizzazione sono rivolte agli operai e ai piu' poveri, mentre la comunita' era costituita essenzialmente dai piu' ricchi datori di lavoro che poco frequentavano, ma garantivano il sostegno e la stabilita', il che favorira' anche nel futuro un lavoro evangelistico continuativo. Da Intra (Verbania) inizia l'opera di evangelizzazione che tocca tutte le sponde del lago, fino a Varese, il lago d'Orta e le sue montagne, Villadossola e Domodossola. Altre sale di culto si apriranno quindi a Pallanza, Laveno, Gravellona, Ramello, Omegna e Luino. A cavallo del secolo importante e' il lavoro evangelistico presso gli operai impegnati nel traforo del Sempione con l'apertura di una scuola, una biblioteca, un dopo lavoro e una sala di culto a Iselle; al termine dei lavori si ha inoltre un potenziamento della comunita' di Domodossola con la costruzione di un locale di culto. Il paese di Montorfano, nell'ultima decade del secolo, si converte quasi totalmente al protestantesimo grazie al lavoro del pastore di Intra e la' sorge una chiesa di granito (costruita dagli abitanti impegnati nel settore) e una scuola che sara' l'ultima a chiudere alla vigilia della seconda guerra mondiale.

Nel 1882 a Villadossola viene aperto un asilo chiamato "ricovero per bambini poveri"; quest'opera nasce in parte perche' i figli di famiglie protestanti sono discriminati soprattutto a scuola e in parte perche' vi erano dei bambini rimasti orfani. Gia' nel 1885 si prospetta l'idea di trasferire l'asilo-orfanotrofio a Intra. L'idea del pastore Amerigo Bossi, il vero artefice del consolidamento e dell'incremento di tale comunita' e' che a Intra, dove vi erano numerosi imprenditori stranieri, i bambini sarebbero stati sotto i loro occhi e avrebbero potuto venir assunti nelle loro fabbriche e lui avrebbe fornito istruzione e preparazione professionale. Nasce cosi' l'Istituto "Pestalozzi", intitolato all'educatore svizzero Giovanni Pestalozzi con sezione maschile e femminile, che ospitera' bambini provenienti da ogni parte d'Italia. Occorre quindi dotarsi di locali adatti, l'8 settembre 1893 viene solennemente inaugurato il nuovo complesso comprendente la chiesa con i locali sovrastanti come abitazione pastorale, due edifici (uno per l'ala femminile e l'altro per l'ala maschile), i locali della scuola e ampi laboratori al piano terreno per l'apprendimento dei mestieri (soprattutto falegnameria e calzaturificio), un grande giardino interno. Il grande artefice dello sviluppo dell'Istituto, nel primo decennio del novecento e' stato il pastore Alberto Zamperini che, grazie anche ai suoi contatti con la Svizzera, riuscira' a raccogliere notevoli somme di denaro per il sostentamento dell'opera e a dotarla di strutture moderne per l'epoca. Ogni anno usciva in bollettino stampato in piu' lingue con la descrizione delle attivita'. Il numero degli allievi arriva' a sfiorare l'ottantina. Solo le ristrettezze economiche del primo dopoguerra costrinsero la missione a un ridimensionamento e il sette ottobre del 1937 vi e' il trasferimento a Firenze dell'orfanotrofio che si chiamera' Gould-Pestalozzi. La vocazione per l'educazione e l'accoglienza ha, quindi, radici profonde nel Metodismo e soprattutto nella chiesa metodista di Verbania Intra. Con la casa di seconda accoglienza per extracomunitari le Chiese di Verbania, Omegna e Luino intendono proseguire nella testimonianza tangibile dell'amore fraterno, quell'amore che si traduce in solidarieta', disponibilita' e accoglienza degli stranieri, dei diversi, dei "minimi" con cui Dio si identifica (Matteo 25,40) e che nel complesso panorama socio-economico in cui viviamo, sono oggi i rifugiati ed immigrati.

30/04/2009

Chiesa Evangelica Metodista: dove trovarci, orario dei culti domenicali

VERBANIA INTRA:

Corso Mameli 19







OMEGNA (VB):

Via Fratelli di Dio, 64





Die VEREINIGTEN EVANGELISCHEN KIRCHEN ITALIENS - Waldenser und Methodisten - , die hier im Gebiet des Lago Maggiore und Lago d`Orta heimisch sind, heissen Sie herzlich willkommen und laden Sie zu ihren Gottesdiensten freundlich ein.

Historische Daten: Omegna

eine Gruppe deutscher evangelischer Familien, die im Jahre 1877 eingewandert waren, gründeten zusammen mit einer Gruppe italienischer Familien, die sich seit 1884 zu ihrem
evangelischen Glauben bekannten diese Gemeinde. Die heutige Kirche ist zwischen 1896 und 1898 gebaut worden.

Historische Daten: Verbania Intra

Hervorgegangen aus der Predigt methodistischer Verkündiger gehört diese Gemeinde zu den ersten evangelischen Gemeinden Italiens.
Die Kirche ist ein wertvolles architektonisches Baudenkmal – innen und aussen.


Per informazioni: tel. 0323 826004
0323 89243
329 2213817