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Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 29 Marzo vedrà la partecipazione dei ragazzi del catechismo e quindi sarà alle ore 10,30.

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Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 29 Marzo si terrà alle h.11
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21/08/2013

Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese: "La nostra è una chiesa povera"

Intervista a cura di Gaëlle Courtens

Roma (NEV), 14 agosto 2013 - A Torre Pellice (TO), nelle "valli valdesi", si apre domenica 25 agosto il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (vedi notizia seguente). In prossimità di questo appuntamento abbiamo chiesto al pastore Eugenio Bernardini, eletto l'anno scorso alla carica di moderatore della Tavola valdese (organo esecutivo dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi), di indicarci i principali temi di cui si troverà a discutere quello che è il massimo organo decisionale della più antica chiesa protestante al mondo.



Pastore Bernardini, quali sono i temi, le preoccupazioni e le speranze che caratterizzeranno il Sinodo di quest'anno? 
Chiaramente il Sinodo è sovrano e deciderà via via quali priorità dare alla discussione in aula. Tuttavia, si può prevedere che quest'anno particolare attenzione verrà data ai temi soprattutto interni alle nostre chiese. Il ché significa affrontare una situazione di crisi economica che sta andando avanti da tempo e colpisce tutte le famiglie di questo paese, da Nord a Sud, e quindi anche le nostre chiese che non usufruiscono di finanziamenti pubblici, ma che si autofinanziano per quel che riguarda le attività di culto.
Naturalmente ogni anno il nostro Sinodo dedica una parte dei suoi lavori ad esaminare questioni che riguardano la società. Da questo punto di vista non mi stupirei se si parlasse di questioni etiche e bioetiche, delle famiglie "al plurale" e del loro riconoscimento, della violenza contro le donne e del femminicidio. Probabilmente si affronterà anche il tema dell'omofobia, un fenomeno che da tanti anni cerchiamo di contrastare anche con un'azione interna, teologica, culturale. Basti pensare alla scelta, votata nel 2010 dal Sinodo, della legittimità delle benedizioni delle coppie omosessuali.
In questo momento di profonda crisi non mancherà il tema, drammatico, del progressivo smantellamento dello Stato sociale. Voglio solo ricordare in Piemonte l'impegno delle chiese per il mantenimento del servizio sanitario pubblico e quindi anche degli ospedali valdesi che, nella zona del pinerolese, è stato anche occasione di impegno ecumenico con la diocesi. Abbiamo di fronte tempi ancora molto difficili e noi cerchiamo di affrontarli sviluppando la nostra azione di solidarietà verso il prossimo in modo molto concreto, ma anche attraverso la responsabilità sociale che le nostre chiese hanno sempre dimostrato per la salvaguardia dei diritti e naturalmente dei doveri, anche in quest'epoca di crisi sociale ed economica.

Il dialogo ecumenico sarà un tema?
Certamente. Inteso come dialogo con tutte le chiese cristiane a cominciare dalle relazioni con il vasto mondo delle chiese evangeliche con cui abbiamo dialoghi molto aperti e approfonditi. E poi abbiamo relazioni anche con i rappresentanti delle altre religioni. Naturalmente c'è anche il dialogo con il cattolicesimo a cui il nuovo papa sta dando delle sferzate di cambiamento, sia sul piano del linguaggio, sia su quello delle immagini, molto importanti.
Al Sinodo avremo, dopo tanti anni, una significativa presenza della Conferenza episcopale italiana (CEI): all'apertura avremo infatti mons. Mansueto Bianchi, presidente della Commissione CEI per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso. Chissà che non sia un primo risultato dell'aria nuova che papa Francesco sta portando a livello centrale.

Quest'anno la Tavola valdese si troverà a gestire 37 milioni di euro dei fondi dell'otto per mille (OPM), una cifra pressoché triplicata rispetto agli anni precedenti, incassata grazie all'accesso anche alle quote non espresse. Cosa significa per voi questo balzo in termini di gestione e di responsabilità nei confronti dei contribuenti? Se ne parlerà al Sinodo?
Sì, credo che il Sinodo lo affronterà in termini molto approfonditi, perché quest'anno, per la prima volta, abbiamo da amministrare le risorse che provengono dalle scelte non espresse e che rappresentano ben il 60% dei fondi dell'OPM. In termini di responsabilità significa fare ancora più attenzione perché i contribuenti sappiano come vengono utilizzati i loro soldi, che per il 50% restituiamo alla società italiana, sostenendo progetti culturali, educativi, sociali, sanitari... l'altra metà dei fondi OPM è destinata a progetti all'estero a sostegno dei grandi temi della giustizia, della pace, della fame. Molti progetti andranno a sostenere la vita dei rifugiati nei campi profughi, in particolare in Siria, e quella delle persone in situazioni di emergenza, che sono tantissime nel mondo. Stiamo anche aumentando i progetti di aiuto nei territori palestinesi. Ci impegniamo a restituire le risorse che vengono dalle tasse degli italiani in modo più a-confessionale possibile.

Il fatto che ci si sia avvicinati a questi numeri davvero eccezionali per una piccola chiesa com'è quella dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi, porterà a fare una riflessione generale sul meccanismo dell'otto per mille?
Più che una chiesa piccola, sottolineerei che siamo una chiesa povera, perché abbiamo scelto di vivere con le risorse che ci vengono fornite dai nostri membri di chiesa, simpatizzanti e amici. Per noi è una scelta di responsabilità e libertà che manteniamo da quando siamo nati otto secoli fa.
Comprendiamo che qualcuno incominci a chiedersi se il meccanismo dell'OPM non possa essere modificato. Una rivisitazione della normativa che veda, per esempio, una riduzione dall'otto al sette o sei per mille, o l'abolizione della ripartizione delle quote non espresse, noi la comprenderemmo e la sosterremmo. Anzi, dopo tanti anni, una rivisitazione della materia tutta sembrerebbe più che giustificata. Senza dimenticare che chi usufruisce dell'OPM è già privilegiato rispetto ad altre confessioni religiose, perché tutelato da un'Intesa con lo Stato. Da quest'anno, questa platea è sicuramente più plurale, ma ancora lontana dalla reale situazione di pluralismo religioso presente in Italia.

E sul fronte della trasparenza dell'utilizzo dei fondi? La normativa vigente non prevede l'obbligo di rendere pubbliche le rendicontazioni.
Noi riteniamo che quello di rendere conto in modo trasparente, preciso, tracciabile l'utilizzo dei soldi pubblici dovrebbe valere per tutti. Per quanto ci riguarda lo facciamo dal primo centesimo che entra all'ultimo che esce, e chiunque può verificarlo sul nostro sito internet. Ogni anno nel mese di luglio tutte le confessioni sono tenute a fare una relazione dettagliata dell'utilizzo dell'OPM al Ministero dell'Interno, relazione che noi mettiamo a disposizione degli italiani.

Alla luce della crisi che attraversa il nostro tempo, come definirebbe oggi, in questa Italia, la vostra missione?
Il mestiere delle chiese è quello di portare a chiunque la speranza di Gesù Cristo che significa la fiducia che un mondo nuovo è possibile, con delle persone rinnovate che sappiano cambiare anche la società. Noi lo facciamo attraverso l'aiuto concreto alle persone, senza tuttavia dimenticare quelle che sono le responsabilità della società e delle istituzioni verso le fasce più deboli e deprivate del nostro paese.

Quale speranza?
La speranza è che la classe politica italiana abbia la capacità di dare delle risposte efficaci in un momento straordinario. Noi siamo preoccupati, perché continua ad esserci prevalentemente troppa attenzione agli interessi di parte, quando invece andrebbero, appunto, messi da parte. Vorremmo più lungimiranza e senso di responsabilità.

03/09/2012

Immagini del Sinodo Valdese 2012

Sinodo delle Chiese Metodiste e Valdesi - 2012

Si è svolta nei giorni dal 26 al 31 agosto a Torre Pellice (TO) la sessione europea del sinodo metodista e valdese. Nell'ordinamento delle Chiese riformate, il sinodo è l'assemblea a cui spettano tutte le decisioni di carattere teologico, pastorale, disciplinare delle chiese stesse.

GLI ATTORI DEL SINODO

i Deputati

costituiscono, insieme ai pastori, l'ossatura del Sinodo. La maggior parte di essi è eletta dalle singole chiese locali, in proporzione alla grandezza della chiesa. Le chiese più grandi eleggono due deputati, quelle più piccole a rotazione un deputato ogni due o quattro anni. Ci sono poi i quattro deputati eletti dalle assemblee regionali (i Distretti) e quelli eletti dai Circuiti metodisti.

i Pastori

i pastori hanno particolari responsabilità nella chiesa riguardo alla predicazione della parola di Dio, all'insegnamento biblico, all'amministrazione dei sacramenti. Partecipano perciò di diritto al Sinodo, anche se, a rotazione, non tutti hanno diritto di voto (e quindi di decisione). Infatti il numero di pastori con diritto di voto non può mai superare il 50% dei membri del Sinodo, cioè la maggioranza assoluta.

i Diaconi

sono i rappresentanti di coloro che svolgono a tempo pieno nella chiesa funzioni assistenziali o amministrative.

il Seggio

all'inizio della sua riunione il Sinodo elegge un Presidente, un Vice-presidente, un Segretario e due Assessori. Essi formano il Seggio, che ha il compito di gestire le sedute: organizzare l'ordine dei lavori, dare e togliere la parola, dirigere insomma il buon andamento della riunione.

la Tavola Valdese

al termine dei propri lavori il Sinodo elegge la Tavola Valdese, presieduta da un Moderatore. La Tavola ha il compito di mettere in pratica le decisioni sinodali, di rappresentare le chiese fino al Sinodo successivo, di curare gli interessi comuni delle chiese locali. La Tavola deve presentare una relazione della propria attività che sarà esaminata dal prossimo Sinodo. I membri della Tavola in carica, sette, sono componenti di diritto del Sinodo.

le Commissioni Amministrative

Oltre alla Tavola Valdese il Sinodo elegge alcune altre Commissioni Amministrative che sono incaricate di gestire gli Istituti e le Opere di carità (Diaconia), la Facoltà Valdese di Teologia, l'Opera per le chiese metodiste.
Anche i membri di queste Commissioni Amministrative sono componenti di diritto del Sinodo.

le Commissioni d'Esame

composte da quattro membri, hanno il compito di esaminare in dettaglio la relazione preparata dalla Tavola Valdese e dalle altre Commissioni Amministrative, e riportare le proprie considerazioni al Sinodo. La contro-relazione delle Commissioni d'Esame è la traccia principale, il filo conduttore del programma di discussione e confronto per il Sinodo.

senza diritto di voto

partecipano al Sinodo, senza diritto di voto, oltre ai pastori esclusi dal turno di rotazione, anche i componenti delle commissioni di studio, i rappresentanti delle organizzazioni femminili, giovanili, dei predicatori locali, delle chiese battista italiana e metodista britannica.

gli Ospiti

un gran numero di ospiti, in rappresentanza di chiese e organismi ecclesiastici italiani e soprattutto stranieri, partecipano al Sinodo in qualità di invitati, a testimonianza degli stretti legami che la Chiesa Valdese intrattiene con molte chiese sorelle in Italia e nel mondo.

01/09/2011

NEV - NOTIZIE EVANGELICHE -protestantesimo - ecumenismo - religioni
31 agosto 2011 -  settimanale - anno XXXII - numero 33/34


* Sinodo/1. La pastora Maria Bonafede rieletta moderatora della Tavola valdese

* Sinodo/2. Maria Bonafede “Non chiudiamo i ponti. Ma apriamone di nuovi"

* Sinodo/3. A 150 anni dall'Unità d'Italia c'è ancora fame per la Parola di Dio

* Sinodo/4. Approvati una serie di ordini del giorno che hanno per tema i diritti fondamentali

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Sinodo/1. La pastora Maria Bonafede rieletta moderatora della Tavola valdese

Il sermone di apertura del Sinodo affidato a Massimo Aquilante, presidente FCEI

Roma (NEV), 31 agosto 2011 – "L'incontro, il dialogo, l'apertura, l'accoglienza: ecco gli elementi fondamentali della nostra predicazione”. Lo ha detto la pastora Maria Bonafede, rieletta per il settimo e ultimo anno moderatora della Tavola valdese, nel suo saluto finale pronunciato venerdì scorso nell'aula sinodale della Casa valdese di Torre Pellice (TO) (vedi notizia successiva). E' qui, nel capoluogo delle "Valli valdesi", che dal 21 al 26 agosto si è svolto il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, presieduto quest’anno dal pastore Giuseppe Platone.

Il Sinodo - massimo organo decisionale dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi composto da 180 pastori e laici in numero uguale - si era aperto domenica 21 agosto con un culto solenne presieduto dal pastore metodista Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Una chiesa di discepoli che testimonia la presenza del Signore in un tempo di crisi: questo in estrema sintesi il messaggio della predicazione di Aquilante, che ha preso spunto da Matteo 9:35-10:1, versetto biblico nel quale Gesù esprime la sua compassione per le folle “stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore”, e invia loro i suoi discepoli. In un'Italia in crisi economica e morale, e in un mondo in piena crisi sistemica, “essere al seguito di questo Signore – ha affermato Aquilante - significa credere che resta sempre aperta la possibilità di realizzare un livello di giustizia e di pace” che testimoni la realtà concreta del Regno di Dio. La compassione di Gesù verso le folle, ha precisato Aquilante, “non è un semplice moto interiore” bensì una precisa scelta di campo, “uno sguardo che si fa progetto di nuovi rapporti umani. Sono i deboli, i non garantiti, coloro che non hanno nemmeno la possibilità di piazzarsi ai nastri di partenza della corsa al benessere, ad essere il prisma attraverso cui valutare il presente e il futuro, e leggere la storia”. In questo senso, “il compito della chiesa non è disegnare la 'società perfetta' e muoversi per realizzarla, né offrire un sistema di valori precostituito che di fatto esclude chi non li condivide; il compito della chiesa è invece essere comunità di discepoli e discepole al seguito di Gesù” che rendono presente alle persone che incontrano la realtà della compassione di Cristo. “Chiesa non si è, staticamente, come istituzione, ma chiesa si diventa, dinamicamente”, ha affermato Aquilante.

Durante il culto, è stato consacrato al ministerio pastorale Francesco Mayer, che ha sottoscritto l’antica confessione di fede del 1655.

Al Sinodo hanno partecipano numerosi ospiti, rappresentanti di diverse chiese evangeliche ed organismi ecumenici dell'Europa e degli USA. Tra questi, il pastore Claude Baty, presidente della Federazione protestante di Francia, e il pastore Setri Nyomi, presidente della Comunione mondiale delle chiese riformate. Dall'Uruguay ha partecipato ai lavori il pastore Marcelo Nicolau, moderador della Mesa Valdense del Rio de la Plata, braccio sudamericano della Chiesa valdese. Presente anche il vescovo di Pinerolo, mons. Piergiorgio Debernardi, membro della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della CEI.

Le elezioni hanno riconfermato alla carica di vicemoderatora Daniela Manfrini; gli altri membri della Tavola valdese (organo esecutivo dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi) sono: Giovanni Anziani, Adriano Bertolini, Giuseppe Ficara, Aldo Lausarot, Ruggero Mica. Decano della Facoltà valdese di teologia di Roma è il professor Yann Redalié. Presidente dell'Opera delle chiese evangeliche metodiste d'Italia (OPCEMI) è Alessandra Trotta. Il Sinodo si è chiuso nel pomeriggio del 26 agosto con un culto liturgico di Santa Cena presso il tempio di Torre Pellice.


Sinodo/2. Maria Bonafede “Non chiudiamo i ponti. Ma apriamone di nuovi"

Roma (NEV), 31 agosto 2011 - “Una chiesa che cambia”: così la pastora Maria Bonafede - nel saluto al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 21-26 agosto) pronunciato dopo la sua rielezione - ha descritto la realtà di questa storica comunità di fede riformata. Un cambiamento profondo, quello cui ha accennato la moderatora, e che incide sensibilmente nella vita delle chiese che ormai sono composte per il 15-20% da immigrati e che crescono soprattutto nelle aree metropolitane. “I cambiamenti possono fare paura – ha affermato Bonafede – e possono destare inquietudini e preoccupazioni. La paura di perdere la nostra identità, di scoprirci diversi da come per anni ci siamo descritti ed interpretati. Ma l'Evangelo a volte ci sorprende ed apre nuovi orizzonti, spazi di testimonianza impensati e forse imprevedibili".

Il Sinodo quest'anno ha posto l'accento sui diritti, ha ricordato Bonafede, e ha approvato una serie di ordini del giorno su temi di stringente attualità (vedi notizie seguenti): un tema a lei molto caro è quello della dignità della persona in materia di bioetica: “Il Sinodo ha espresso un fermo parere contrario al testo di legge in discussione in Parlamento in materia di 'testamento biologico', giudicandolo contrario all’autodeterminazione del cittadino ad esprimere le sue volontà. Riteniamo sia necessario distinguere la vita biologica dalla vita biografica – ha detto Bonafede, precisando in conferenza stampa che - ciò che distingue la vita umana è l’insieme delle esperienze, delle relazioni con le altre persone, delle gioie, dei dolori e delle sofferenze, delle speranze nel futuro, delle attese, degli sforzi per rendere degna e umana la vita”.

Lo specifico della Chiesa valdese resta il suo profondo radicamento nella realtà sociale e culturale italiana, tanto più nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dell’Unità nazionale. In questo contesto la moderatora ha sottolineato l'importanza di una “Italia unita e solidale da Nord a Sud”. Non è mancato un cenno alla sfida che il Sinodo ha lanciato alla Tavola valdese, incaricandola di promuovere proprio in concomitanza con questo anniversario una campagna di evangelizzazione tesa alla rinnovata diffusione della Bibbia e all'annuncio del Vangelo.

Concludendo il suo messaggio di saluto al Sinodo la moderatora Bonafede ha lanciato un forte appello al dialogo, anche con quanti non condividono alcune prese di posizione valdesi e metodiste, ad esempio in materia di etica sessuale: “Sbarrare i ponti della comunicazione e del dialogo, anche aspro, non è la soluzione – ha affermato. - Non è il tempo di chiudere i ponti, semmai di costruirne e di aprirne. Viviamo in una società che si chiude, che si frammenta, che fatica a immaginare il suo futuro. La nostra Chiesa può dare una testimonianza diversa, di segno radicalmente opposto. L'incontro, il dialogo, l'apertura, l'accoglienza sono elementi fondamentali della nostra predicazione”.


Sinodo/3. A 150 anni dall'Unità d'Italia c'è ancora fame per la Parola di Dio

La serata del lunedì dedicata all'evento "L'Italia s'è desta"

Roma (NEV), 31 agosto 2011 - Nell'anno che celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia, Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 21-26 agosto) ha voluto segnare la ricorrenza con un ordine del giorno ad hoc, mettendo l'accento sui diritti sociali e civili. Ribadendo il coinvolgimento con cui le chiese metodiste e valdesi hanno partecipato e partecipano all'importante appuntamento storico, il Sinodo ha ricordato come "il Risorgimento ha aperto alla possibilità della libera diffusione della Bibbia in Italia, e come in questo gli evangelici hanno visto un'opportunità fondamentale per l'edificazione, tramite la conoscenza della Parola di Dio, di individui liberati da condizionamenti", aprendo alla crescita civile, sociale e economica. “A 150 anni di distanza notiamo come nel nostro Paese vi sia ancora fame di questa Parola e tale constatazione deve spingerci a rinnovare l'impegno per la diffusione della conoscenza biblica”, ha affermato il Sinodo, senza dimenticare come proprio quel Risorgimento abbia “prodotto una libertà politica e una libertà di coscienza che per un certo numero di italiani ha significato la libertà di adesione alle Chiese evangeliche”. Per il Sinodo “oggi più che mai siamo chiamati a vivere tale vocazione nella riflessione e nell'impegno sui temi dei diritti sociali e dei diritti civili. Le chiese e tutti i loro membri sono invitate ad esprimere la loro riconoscenza al Signore per la libertà di cui hanno goduto, e per la difesa della quale hanno lottato, impegnandosi affinché tali diritti siano estesi a tutti i soggetti che con noi condividono il presente ed il futuro del nostro Paese”.

In una conferenza stampa su questo tema, svoltasi a margine del Sinodo, il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), ha sottolineato come questo Centocinquantenario sia anche l'occasione per riflettere sulla crisi economica e morale che l'Italia sta attraversando, “una crisi di sistema e culturale che richiede la ricostruzione del patto di convivenza tra cittadini. Un importante banco di prova della qualità della nostra democrazia è sicuramente la capacità di vivere in una società multiculturale, e di accogliere e integrare i migranti. A questo proposito ricordo che la FCEI ha aderito alla Campagna per i diritti di cittadinanza 'L'Italia sono anch'io'”, che dal prossimo autunno inizierà una raccolta firme per una legge popolare sulla riforma della normativa sulla cittadinanza, e per il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni locali ai migranti regolari. “Un'iniziativa che vede insieme tutti coloro che, indipendentemente dalle diverse provenienze, sono oggi in Italia assetati e affamati di giustizia”, ha concluso Aquilante.

Ed è proprio ai 150 anni che la Tavola valdese ha voluto dedicare la consueta serata pubblica del lunedì con un evento dal titolo “L'Italia s'è desta. Il nostro passato, il nostro futuro”. Gremito per l'occasione il tempio di Torre Pellice, che ha ascoltato le testimonianze di Jean Bilongo, Tana De Zulueta, Mario Miegge, Debora Spini e Moni Ovadia. La serata, moderata da Gian Mario Gillio, ha visto la partecipazione del Quintetto “Architorti” e delle Corali valdesi delle Valli e di Torino, che hanno proposto diversi brani risorgimentali, non ultimo l'inno nazionale che è stato eseguito ben due volte. Soddisfazione per l'evento molto riuscito è stata espressa al termine dalla serata dalla moderatora della Tavola valdese Maria Bonafede: "E' come quando si esce dal culto dopo aver sentito un buon sermone. Sappiamo benissimo che nel frattempo il mondo fuori non è cambiato, ma ciononostante lo vediamo con altre lenti, perché si è rinnovata in noi la fiducia che un altro mondo è possibile".


Sinodo/4. Approvati una serie di ordini del giorno che hanno per tema i diritti fondamentali


Roma (NEV), 31 agosto 2011 – Il Sinodo valdese e metodista (Torre Pellice dal 21 al 26 agosto) ha approvato una serie di ordini del giorno legati tutti dallo stesso filo conduttore: l'inviolabilità dei diritti umani fondamentali.

In particolare preoccupa la situazione della libertà religiosa in Italia, le condizioni disumane in cui sono costretti i detenuti nei penitenziari, la libertà di scelta in materia di assistenza sanitaria, l'emergenza profughi. Approvato anche un atto "ambientalista" sulla necessità di cambiare gli stili di vita a cominciare dalle chiese, mentre è stata riconfermata la storica decisione dell'anno scorso, quella cioè di aprire alle benedizioni di coppie gay.

Sulla libertà religiosa il Sinodo, pur valutando positivamente il voto favorevole del Senato sull'Intesa con l'Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed esarcato per l’Europa meridionale, e con la Chiesa apostolica in Italia (ora al vaglio della Camera), ha denunciato il “ritardo nell'iter parlamentare di approvazione delle Intese con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (mormoni), l'Unione induista italiana, la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, l'Unione buddhista italiana, le ultime due siglate per la prima volta dal Governo nell'ormai lontano 2000”. Il Sinodo pertanto ha invitato la Tavola valdese a “sostenere nelle sedi idonee l'urgenza dell'approvazione di queste Intese e a proseguire nell'impegno costante e vigile a sostegno della libertà religiosa e di coscienza”.

Di fronte all'insostenibile sovraffollamento degli istituti penitenziari in Italia – 67mila detenuti a fronte di una capienza di 45mila - il Sinodo ha ricordato come la mancanza di risorse non può giustificare delle condizioni detentive che violano i diritti umani. Inoltre ha segnalato il problema delle difficoltà di accesso all'assistenza spirituale soprattutto per i detenuti stranieri, concludendo: "per noi credenti in Cristo, occorre uscire dal torpore e far risuonare dai tetti la parola di Gesù: 'Fui prigioniero e veniste a trovarmi. Quando l'avrete fatto a uno di questi minimi, l'avrete fatto a me'". Pertanto il Sinodo ha invitato la Tavola valdese a "vigilare sulla situazione negli istituti penali italiani e sull'effettivo rispetto della dignità dei detenuti, degli internati e degli operatori carcerari".

In materia di testamento biologico il Sinodo ha espresso la sua "contrarietà all’approvazione dell’attuale legge in discussione in quanto è una legge contro l’autodeterminazione del cittadino ad esprimere le sue volontà", inoltre ha auspicato "una radicale revisione della legge che riconsideri la volontà finale del paziente e la valenza terapeutica di idratazione ed alimentazione", e intanto ha incoraggiato le chiese a "proseguire il loro impegno nella raccolta dei testamenti biologici".

Con un ordine del giorno sull'emergenza profughi, il Sinodo si è rallegrato per "l’accoglienza praticata da alcune nostre chiese, opere ed organismi ecclesiastici" chiedendo alla Tavola valdese di "continuare a dedicarvi attenzione e alla Chiesa tutta di proseguire il proprio impegno". A questo proposito Paolo Naso, coordinatore del progetto "Essere chiesa insieme" della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in una conferenza stampa ha illustrato il progetto di accoglienza per una quarantina di profughi provenienti dal Nord Africa, fortemente voluto dalla Tavola valdese, coordinato dalla FCEI e finanziato con i soldi dell'8 per mille valdese: "Sembrano piccoli numeri ma bisogna considerare che queste strutture non provvedono solo all'accoglienza, ma anche all'accompagnamento in un percorso di integrazione sociale, di consulenza legale e di apprendimento linguistico”, ha precisato Naso.

Fortemente ambientalista l'ordine del giorno intitolato “Tempo del Creato”, con cui il Sinodo ha ritenuto che sia le chiese, che i singoli credenti, siamo chiamati a “lavorare per la riduzione delle emissioni di CO2 come segno di una conversione”. Il Sinodo pertanto ha invitato le chiese “a proseguire con forza nel cammino di trasformazione dei propri stili di consumo energetico utilizzando tutte le risorse di approfondimento che provengono dalla società e dalle reti ecumeniche”.

A un anno dallo storico atto che aprì alla possibilità, per le singole comunità che lo volessero, di benedire le unioni gay, il Sinodo ha incoraggiato le chiese a proseguire “nel cammino intrapreso, estendendo la propria riflessione ai temi della famiglia e della genitorialità”, “a impegnarsi per migliorare il clima di ascolto reciproco, evitando giudizi squalificanti”, senza tuttavia nascondere il fatto che nelle chiese sono presenti “posizioni e sensibilità molto diverse sull’argomento”. Inoltre il Sinodo, "considerando opportuna una riflessione approfondita su famiglia, matrimonio e coppie di fatto", con un ordine del giorno ha invitato la Tavola a nominare una commissione che ne affronti "i diversi aspetti teologici, ecclesiologici e regolamentari".

Tra i tanti temi affrontati dal Sinodo non sono mancate la diaconia, la cultura, le finanze, la Facoltà valdese di teologia, "Essere chiesa insieme". Approvata anche la ripartizione dell'8 per mille che quest'anno ha registrato un ulteriore incremento grazie all'aumento delle firme alla Chiesa valdese da parte dei contribuenti.

11/08/2011

Valdesi e metodisti. Il 21 agosto al via l'annuale Sinodo

In concomitanza diversi eventi culturali tra cui la serata pubblica dal titolo "L'Italia s'è desta"

Roma (NEV), 10 agosto 2011 - Dal 21 al 26 agosto si svolgerà a Torre Pellice (Torino), capoluogo delle “Valli Valdesi” del Piemonte, il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Tra i temi in discussione quest'anno figureranno la primavera democratica nei paesi arabi, le politiche migratorie, "Essere chiesa insieme", il Centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, la laicità dello Stato, l'evangelizzazione. A dare il via a questo significativo appuntamento nell’ambito del protestantesimo storico italiano sarà un culto solenne, che si terrà il 21 agosto alle 15.30 nel tempio di Torre Pellice. La predicazione del culto di apertura è affidata al pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Durante il culto sarà consacrato al ministero pastorale Franco Mayer. Inoltre, il Sinodo dedicherà ampio spazio alla vita delle chiese locali e all'esame della gestione delle numerose opere sociali inserite nell'ordinamento della chiesa. Dovrà approvare la ripartizione dell'Otto per mille che anche quest'anno ha registrato un ulteriore incremento grazie all'aumento delle firme alla chiesa valdese da parte dei contribuenti. L’Assemblea sinodale, a cui partecipano 180 membri con diritto di voto - pastori e “laici” in numero uguale - si concluderà venerdì 26 agosto con l’elezione delle varie cariche amministrative dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi.

Come ogni anno, in concomitanza della settimana sinodale, si svolgono nelle "Valli Valdesi" diversi eventi a carattere culturale e religioso con ospiti del mondo accademico, dello spettacolo, della società civile, delle religioni (vedi appuntamenti). Lunedì 22 agosto la Tavola Valdese organizza a latere del Sinodo, una serata pubblica dal titolo “L'Italia s'è desta. L'Italia di ieri, l'Italia di domani”. Alle 21 nel tempio di Torre Pellice interverranno il sindacalista Jean Bilongo; la giornalista Tana De Zulueta; il filosofo Mario Miegge; la studiosa di filosofia sociale Debora Spini; l'attore e regista Moni Ovadia. Le conclusioni della serata saranno a cura della pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese. Modererà l'incontro Gian Mario Gillio, direttore del mensile Confronti. La serata sarà inframmezzata dal quintetto "Architorti" che eseguirà musiche risorgimentali tratte dal loro CD “Risorgimento con brio”, con la partecipazione delle corali valdesi delle Valli e di Torino.

Tra i numerosi appuntamenti segnaliamo inoltre il V Incontro “presinodale” della Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI), organizzato in collaborazione con Radio Beckwith Evangelica (RBE) e che si svolgerà sabato 20 agosto: i giovani evangelici si ritroveranno per discutere sul tema “La democrazia: ideale/virtuale/reale”. Al centro sarà il rapporto tra i processi di democrazia partecipata e il mondo del web: da YouTube a Facebook, dai blog a Twitter, esso ha dato prova di essere un canale importante nella diffusione dei messaggi democratici, in Nord Africa come nella campagna referendaria in Italia. I social network possono influire e contribuire a mutare i processi democratici? Di questo ed altro si parlerà nella Casa Unionista di Torre Pellice insieme a Sergio Velluto.

19/08/2010

Valdesi e metodisti. Al via l'annuale Sinodo di Torre Pellice

Si apre domenica prossima con un culto solenne .

Roma (NEV), 18 agosto 2010 - Dal 22 al 27 agosto si svolgerà a Torre Pellice (TO), capoluogo delle “Valli Valdesi” del Piemonte, il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, significativo appuntamento nell’ambito del protestantesimo storico italiano.
A dare il via al consueto appuntamento sarà un culto solenne che si terrà nel pomeriggio del 22 agosto nel tempio di Torre Pellice, durante il quale sarà consacrato al ministero pastorale Michel Charbonnier che concluderà il suo periodo di prova sottoscrivendo l’antica confessione di fede del 1655. La predicazione del culto di apertura è affidata alla pastora Letizia Tomassone, vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Il sermone prenderà spunto da Luca 10, 17-24, per interrogarsi su come leggere la Bibbia, su come annunciare il Regno di Dio.
Tra i temi all'attenzione del Sinodo quest'anno figureranno la crisi economica e morale, le politiche migratorie, la crescente presenza di migranti nelle comunità, le benedizioni di coppie omosessuali, la laicità dello Stato, il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Ampio spazio sarà dedicato anche alla vita delle chiese locali e all'esame della gestione delle numerose opere sociali inserite nell'ordinamento dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi. Inoltre il Sinodo approverà la ripartizione dell'Otto per mille che nell'anno in corso ha registrato un significativo incremento grazie all'aumento delle firme alla Chiesa valdese da parte dei contribuenti. Come di consueto il dibattito assembleare si svolgerà secondo le priorità indicate dalla cosiddetta Commissione d'esame, composta da due pastori e due laici, che ha il compito di esaminare l'operato della Tavola valdese (organo esecutivo dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi). La sua relazione introdurrà il dibattito sinodale.
L’Assemblea sinodale, massimo organo decisionale dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi cui partecipano 180 membri con diritto di voto - pastori e “laici” in numero uguale - si concluderà venerdì 28 agosto con l’elezione delle varie cariche amministrative. (nev/gc)

28/08/2009

Documento sinodale sulla legge 94/2009 chiamata "Pacchetto sicurezza"

Ordine del giorno del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi 2009
con riferimento critico alla legge 94/2009 sulla sicurezza e di solidarietà con gli immigrati
Il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste
• guidato dalla Parola di Dio “Cercate il bene della città …” (Ger 29,7);
• richiamandosi ai principi che sono alla base della nostra Repubblica e della nostra convivenza democratica, secondo i quali si devono rimuovere tutti gli ostacoli che discriminano le persone a causa “della loro razza, della loro fede e della loro condizione personale”;
• memore delle esperienze di emigrazione, anche clandestina, di cui sono stati protagonisti in passato tanti italiani, tra cui molti membri delle nostre chiese, poi divenuti cittadini a pieno titolo delle nazioni in cui si erano recati;
• convinto che la promozione della piena integrazione e dell’ottenimento della cittadinanza da parte degli immigrati che contribuiscono al bene dell’Italia siano interessi della Repubblica e non una minaccia da ostacolare;

esprime la sua indignazione

• per le conseguenze che la legge 15 luglio 2009, n. 94 ha non soltanto sugli immigrati, ma anche sui cittadini italiani, sulla qualità della nostra democrazia e sul grado di legittimità del nostro ordinamento;
• per i sentimenti di diffidenza che tale legge alimenta:
• nei cittadini stranieri, posti in una situazione di sudditanza psicologica indipendentemente dalla regolarità o meno della loro situazione;
• nei cittadini italiani, irresponsabilmente spinti a credere, da un lato, che l’immigrazione clandestina sia la principale causa di insicurezza e, dall’altro, che questa legge renda più sicuro il nostro paese, mentre - in realtà – essa contribuisce ad aumentare i casi di clandestinità, favorendo lo sfruttamento degli stranieri e la loro caduta nella definitiva invisibilità, esponendoli
maggiormente a divenire preda della criminalità organizzata.
In particolare, il Sinodo ritiene inaccettabile una normativa come quella della L. 94/2009 che si pone in aperto contrasto con i principi fondamentali del nostro stato di diritto, tra l’altro
• perseguendo come reato la condizione dello straniero irregolare, talora determinata dalle lentezze burocratiche, e non un comportamento lesivo di un bene giuridico effettivo e condiviso (in contrasto con il principio di “offensività” riconosciuto dalla Corte costituzionale);
• elevando iniqui ostacoli al ricongiungimento familiare e al matrimonio tra e con immigrati, laddove il nostro ordinamento riconosce particolare valore sia alla famiglia sia al matrimonio;
• limitando il diritto alle cure mediche, laddove il nostro ordinamento riconosce il diritto alla salute;
• limitando l'accesso all'istruzione dei bambini immigrati.
Le chiese valdesi e metodiste si riconoscono direttamente toccate dalla L. 94/2009 sia in quanto organismi ecclesiastici, sia attraverso le proprie opere, i propri ministri di culto, i singoli credenti siano essi membri di chiesa con responsabilità istituzionali – costretti a scelte laceranti tra i propri obblighi di coscienza e di coerenza e il rispetto di questa legge e di molte sue disposizioni - o cittadini stranieri presenti sul territorio dello stato italiano senza essere in regola con il permesso di soggiorno.
Il Sinodo, anche preso atto delle preoccupate osservazioni espresse dal Presidente della Repubblica alla promulgazione della legge 94/2009 auspica - e invita le chiese a promuoverlo - un immediato impegno da parte dei cittadini per contrastare gli aspetti discriminatori della legge e per giungere a una revisione della normativa sull’immigrazione.
Impegna altresì le chiese a contrastare la cultura xenofoba con i valori della cittadinanza repubblicana, con la tutela dei diritti umani e con la testimonianza resa all’insegnamento biblico sull’accoglienza dello straniero e contro il trattamento iniquo dei più deboli.
Incoraggia il lavoro del Servizio Rifugiati e Migranti (SRM) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FECI) e invita a valorizzare il contributo all’integrazione e al positivo incontro tra culture costituito dal progetto “Essere chiesa insieme”.
Invita la Tavola a protestare con le autorità per tutti i casi in cui le restrizioni sull’immigrazione limitano la libertà e l’autonomia della vita delle chiese.

Unione delle chiese Valdesi e Metodiste-Sinodo 2009-Culto di apaertura 1°parte

Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste - Sinodo 2009- Culto di apertura 2°parte