Culti

Omegna - Via F.lli Di Dio 64
Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 29 Marzo vedrà la partecipazione dei ragazzi del catechismo e quindi sarà alle ore 10,30.

Intra - C.so Mameli 19
Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 29 Marzo si terrà alle h.11

24/09/2012

La preghiera di ringraziamento a Dio scaturisce dalla ricononscenza della sua azione nella nostra vita


"Noi ringraziamo sempre Dio per voi tutti, nominandovi nelle nostre preghiere, ricordandoci continuamente, davanti al nostro Dio e Padre, dell'opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesù Cristo"  (1 Tessalonicesi 1, 2-3).

Paolo, in apertura della lettera afferma di pregare e di ringraziare continuamente Dio per la fermezza della fede dei Tessalonicesi. Nella preghiera, Paolo esprime la propria gratitudine a Dio che ha permesso ai cristiani di Tessalonica di resistere alle prove.
Con questo l’apostolo vuole insegnarci che, se i credenti riescono a resistere alle situazioni di difficoltà e a vivere la loro fede con fermezza, ciò non è attribuibile ai loro meriti, bensì all’amore di Dio che rimane fedele alle sue scelte. Dio non abbandona i suoi figli amati. Attraverso il Vangelo annunciato dall’apostolo è Dio stesso che è all’opera, producendo nei credenti il volere e l’agire (Fl 2,13).

Il Vangelo fonda l’esistenza umana in un amore offerto; strappa il credente dalla tentazione di arroganza, ma anche dalla paura di non essere capaci di resistere alle prove. I Tessalonicesi hanno saputo resistere nella fede grazie all’opera dello Spirito santo e alle intercessioni continue di Paolo, il quale apprezza il loro radicamento nel Vangelo da lui annunciato, per cui la fama della loro fede si è sparsa in ogni luogo. La fede dei Tessalonicesi non vuole semplicemente suscitare l’ammirazione ma è anche, in modo indiretto, un invito a guardare verso Dio che ama e salva.

Paolo ringrazia Dio per i cristiani di Tessalonica che hanno dimostrato di essere una comunità vivente attraverso l’opera della fede, l’impegno dell’amore e la costanza della speranza.
Se le preghiere di ringraziamento a Dio sono carenti nel nostro contesto è perché, spesso, pensiamo soltanto a ciò che dobbiamo fare, dimenticando un fatto molto importante, cioè, che è sempre Dio ad agire prima di tutto, e che la sua azione è fondamentale. Ringraziare Dio significa riconoscere la sua azione operante nella nostra vita. Grazie a quest’azione di Dio, i Tessalonicesi sono stati fortificati nelle virtù fondamentali: fede, speranza e amore, diventando un esempio per tutte le altre comunità.

La fede operante, che porta frutti, l’amore impegnante, che sa andare oltre il sentimentalismo e dedicarsi al fare, e la speranza perseverante che è uno sguardo rivolto verso l’avvenire, cioè verso il Cristo, in attesa del suo ritorno, sono segni della potenza di Dio all’opera nella storia umana. Apriamoci alla presenza di Dio e lasciamo che operi in noi e faccia di noi dei testimoni credibili per coloro che cercano il senso della loro vita e, forse anche, la possibilità di vivere una fede più attiva.
Past. Jean-Félix Kamba Nzolo


Preghiera:
TI RENDIAMO GRAZIE

Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente,
poiché Tu sei Dio degli uomini
e non ti sei vergognato
di essere chiamato nostro Dio.
Tu ci conosci per nome,
Tu tieni tutto il mondo fra le tue mani.
E' per unirci a Te,
noi tuo popolo su questa terra,
che ci hai creati,
che ci hai chiamati a questa terra,
che ci hai creati,
che ci hai chiamati a questa vita.
Sii Tu benedetto,
creatore di tutto ciò che esiste.
Sii Tu benedetto, Tu che ci hai liberati
e ci dai un tempo per vivere.
Sii Tu benedetto,
per la luce dei nostri occhi,
e per l'aria che respiriamo.
Noi ti rendiamo grazie per tutta la creazione,
per le opere delle tue mani,
per tutto ciò che hai fatto in mezzo a noi,
per Gesù Cristo, nostro Signore.
Amen!

(autore anonimo)

05/09/2012

69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Alla Biennale un "Premio per la promozione del dialogo interreligioso"

 Alla 69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto - 8 settembre) per il secondo anno consecutivo verrà assegnato il "Premio per la promozione del dialogo interreligioso" conferito da una giuria internazionale nominata da INTERFILM, ombrello europeo delle associazioni cinematografiche protestanti. La giuria - unica nel suo genere in Italia - ha lo scopo di collegare chiese e cinema, culture e religioni, e sarà composta da tre membri: Pina Grosso, da lunghi anni impegnata nell'ambito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) sul fronte dell'accoglienza di rifugiati e migranti; la pastora Petra Bahr, referente per gli affari culturali del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD); e il teologo svizzero Serge Molla, pastore della chiesa riformata del Canton Vaud (presidente). "Il Premio vuole richiamare l'attenzione su film che rafforzano la mutua comprensione, il rispetto e la pace tra popoli di differenti provenienze, storie e fedi", spiega Gianna Urizio dell'Associazione protestante cinema "Roberto Sbaffi" e regista della rubrica televisiva "Protestantesimo" di RAIDUE, tra le ideatrici del Premio.
Com'è consuetudine, anche quest'anno la "Roberto Sbaffi", insieme a INTERFILM e alla Fondazione Ente dello Spettacolo, propone a margine della Mostra di Venezia un evento-dibattito: il 3 settembre organizza un incontro per rendere omaggio a Theo Angelopoulos, regista di spicco del “nouveau cinéma” greco, morto tragicamente a gennaio lasciando incompiute le riprese dell'ultimo film della sua trilogia "L'altro mare" (The other Sea), dedicato alla crisi finanziaria e all'indebitamento della Grecia e dell'Europa. Parteciperà all'incontro Walter Ruggle, direttore della Trigon-Film Foundation, amico personale di Angelopoulos e distributore dei suoi film in Svizzera.

L'organizzazione INTERFILM è stata fondata nel 1955 da numerose associazioni cinematografiche protestanti in Europa e attualmente comprende membri protestanti, ortodossi e anglicani, ma anche ebrei. INTERFILM, in collaborazione con il suo partner cattolico SIGNIS, organizza giurie ecumeniche nei più importanti festival cinematografici quali Cannes, Montreal, Mosca, Lipsia, Berlino, Locarno. Ad oggi non è stato possibile istituirne una anche a Venezia (www.inter-film.org).

Da Notizie Evangeliche (NEV), 22 agosto 2012

Il rinnovamento del Patto nella liturgia evangelica metodista

Dalla Rubrica «Parliamone insieme» della trasmissione di Radiouno «Culto evangelico» curata dalla Fcei, andata in onda domenica 2 settembre.

di Luca Baratto
La lettera di questa domenica, inviataci da un’ascoltatrice romana, si riferisce a una particolare celebrazione, tipica della tradizione protestante. «Ho sentito parlare – recita la lettera – di una particolare liturgia chiamata Culto di rinnovamento del patto che, se ho capito bene, si celebra soprattutto nelle chiese evangeliche metodiste. Potreste spiegarmi di che cosa si tratta e in che cosa consiste?».

Mi fa piacere rispondere a questa domanda perché mi dà modo di smentire, almeno in parte, l’idea secondo la quale il protestantesimo non dà particolare importanza alle proprie liturgie, avendole ridotte a un’essenzialità che fa del culto una mera cornice della predicazione. Non è così. Esistono delle celebrazioni nate proprio in seno al protestantesimo che riflettono una capacità creativa anche nell’ambito del culto. Il Culto di rinnovamento del patto ne è un esempio.
Esso nasce in Inghilterra per iniziativa di John Wesley, il fondatore del metodismo. Si tratta di un culto che ha profonde radici bibliche. Si richiama infatti all’idea di Patto, una parola che può essere tradotta anche con alleanza o semplicemente con impegno, e che nelle Scritture descrive il legame che unisce Dio agli essere umani.

Il Dio del Patto è quello che si impegna ad accompagnare gli esseri umani nelle loro vicende, a farli partecipi delle sue promesse, ma è anche il Dio che dona la Torah, la legge, affinché il suo popolo possa vivere nella libertà e nella fedeltà. Il Dio del patto è anche il Dio di Gesù, che in Cristo rinnova le sue promesse e estende i suoi doni di salvezza all’umanità intera. Il Culto di rinnovamento del patto rimanda a tutto ciò ed esprime la necessità che alle promesse e ai doni di Dio gli esseri umani rispondano rinnovando la propria fedeltà al Signore, donandogli l’interezza della loro esistenza.

La preghiera che John Wesley formulò per questo culto recita così: «Signore, io non appartengo più a me stesso, ma a te. Impegnami in ciò che vuoi, ponimi a fianco di chi vuoi; che io possa essere utilizzato o messo in disparte, innalzato oppure abbassato; fà che io sia riempito, fa che io sia svuotato; che abbia tutto o che non abbia nulla. Liberamente e di pieno cuore metto tutto a tua disposizione...».

Il Culto di rinnovamento del Patto si celebra solitamente all’inizio di ogni nuovo anno o nelle occasioni più importanti e significative della vita di una comunità: per ricordare a tutti i credenti che credere in Dio significa anche e soprattutto appartenergli nell’interezza del nostro essere.

03/09/2012

Immagini del Sinodo Valdese 2012

Sinodo delle Chiese Metodiste e Valdesi - 2012

Si è svolta nei giorni dal 26 al 31 agosto a Torre Pellice (TO) la sessione europea del sinodo metodista e valdese. Nell'ordinamento delle Chiese riformate, il sinodo è l'assemblea a cui spettano tutte le decisioni di carattere teologico, pastorale, disciplinare delle chiese stesse.

GLI ATTORI DEL SINODO

i Deputati

costituiscono, insieme ai pastori, l'ossatura del Sinodo. La maggior parte di essi è eletta dalle singole chiese locali, in proporzione alla grandezza della chiesa. Le chiese più grandi eleggono due deputati, quelle più piccole a rotazione un deputato ogni due o quattro anni. Ci sono poi i quattro deputati eletti dalle assemblee regionali (i Distretti) e quelli eletti dai Circuiti metodisti.

i Pastori

i pastori hanno particolari responsabilità nella chiesa riguardo alla predicazione della parola di Dio, all'insegnamento biblico, all'amministrazione dei sacramenti. Partecipano perciò di diritto al Sinodo, anche se, a rotazione, non tutti hanno diritto di voto (e quindi di decisione). Infatti il numero di pastori con diritto di voto non può mai superare il 50% dei membri del Sinodo, cioè la maggioranza assoluta.

i Diaconi

sono i rappresentanti di coloro che svolgono a tempo pieno nella chiesa funzioni assistenziali o amministrative.

il Seggio

all'inizio della sua riunione il Sinodo elegge un Presidente, un Vice-presidente, un Segretario e due Assessori. Essi formano il Seggio, che ha il compito di gestire le sedute: organizzare l'ordine dei lavori, dare e togliere la parola, dirigere insomma il buon andamento della riunione.

la Tavola Valdese

al termine dei propri lavori il Sinodo elegge la Tavola Valdese, presieduta da un Moderatore. La Tavola ha il compito di mettere in pratica le decisioni sinodali, di rappresentare le chiese fino al Sinodo successivo, di curare gli interessi comuni delle chiese locali. La Tavola deve presentare una relazione della propria attività che sarà esaminata dal prossimo Sinodo. I membri della Tavola in carica, sette, sono componenti di diritto del Sinodo.

le Commissioni Amministrative

Oltre alla Tavola Valdese il Sinodo elegge alcune altre Commissioni Amministrative che sono incaricate di gestire gli Istituti e le Opere di carità (Diaconia), la Facoltà Valdese di Teologia, l'Opera per le chiese metodiste.
Anche i membri di queste Commissioni Amministrative sono componenti di diritto del Sinodo.

le Commissioni d'Esame

composte da quattro membri, hanno il compito di esaminare in dettaglio la relazione preparata dalla Tavola Valdese e dalle altre Commissioni Amministrative, e riportare le proprie considerazioni al Sinodo. La contro-relazione delle Commissioni d'Esame è la traccia principale, il filo conduttore del programma di discussione e confronto per il Sinodo.

senza diritto di voto

partecipano al Sinodo, senza diritto di voto, oltre ai pastori esclusi dal turno di rotazione, anche i componenti delle commissioni di studio, i rappresentanti delle organizzazioni femminili, giovanili, dei predicatori locali, delle chiese battista italiana e metodista britannica.

gli Ospiti

un gran numero di ospiti, in rappresentanza di chiese e organismi ecclesiastici italiani e soprattutto stranieri, partecipano al Sinodo in qualità di invitati, a testimonianza degli stretti legami che la Chiesa Valdese intrattiene con molte chiese sorelle in Italia e nel mondo.

Serata Pubblica Sinodo Valdese 2012 - Intervento del Ministro Andrea Riccardi - "Italiani di oggi e di domani. La sfida dell'integrazione".

Seconda parte

29/06/2012

Beckwith e la preparazione dei valdesi al Risorgimento italiano


Beckwith, "il Benefattore dei valdesi" .
La fondazione di scuole e l'impegno per l'istruzione.
L'impegno per l'edilizia ecclesiastica e i nuovi templi di Torre Pellice e Torino.
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Persa una gamba nella battaglia di Waterloo, il giovane colonnello inglese John Charles Beckwith abbandonò la carriera militare e si dedicò agli studi, in particolari quelli storici, scoprendo, attraverso le pagine di viaggio nelle Valli valdesi di W.S. Gilly, la vicenda dell'antica chiesa riformata del Piemonte, che divenne la sua ragione di vita.


Amato, anche se non sempre assecondato, "benefattore dei valdesi", Beckwith si dedicò senza sosta a fondare scuole e diffondere l'istruzione nelle Valli, a costruire i templi di Torre Pellice e Torino nonché a spingere la classe dirigente valdese a passare dal francese all'italiano, preparandola a immettersi nell'onda del Risorgimento.
Prezzo €14,90
Acquistabile sul sito: http://www.claudiana.it/
http://www.claudiana.it/php/mostrascheda.php?nscheda=9788870169010