Culti
Omegna - Via F.lli Di Dio 64
Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 29 Marzo vedrà la partecipazione dei ragazzi del catechismo e quindi sarà alle ore 10,30.
Intra - C.so Mameli 19
Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 29 Marzo si terrà alle h.11
Visualizzazione post con etichetta Feste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Feste. Mostra tutti i post
12/06/2015
13/06/2014
06/06/2013
13/02/2013
Perseverare nella libertà in Cristo.
Meditazione per la Settimana evangelica della libertà.
Festa del 17 febbraio 2013 - ricorrenza della pubblicazione delle Lettere Patenti del re Carlo Alberto di Savoia (17 febbraio 1848) con le quali concedeva i diritti civili e politici alla minoranza protestante valdese.
Festa del 17 febbraio 2013 - ricorrenza della pubblicazione delle Lettere Patenti del re Carlo Alberto di Savoia (17 febbraio 1848) con le quali concedeva i diritti civili e politici alla minoranza protestante valdese.
di Jean-Félix Kamba Nzolo, pastore valdese
"Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù. Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri; poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso»". Galati 5,1.13-14
"Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d'Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: "Voi diverrete liberi"?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi". Giovanni 8,31-35
La libertà è spesso intessa come facoltà di disporre se stesso, nel senso del libero arbitrio condannato da Lutero. Siamo sempre convinti oggi che tutti gli esseri umani nascono liberi e tali rimangono, ma se ci guardiamo intorno vediamo persone schiave di ogni sorta di schiavitù!
Ai tempi dell’apostolo Paolo si poteva nascere schiavi o diventarlo, insomma, la schiavitù era legalizzata. La libertà di cui parla Paolo nella sua lettera alle comunità cristiane della Galazia, non è evidentemente una libertà naturale, possesso inalienabile; è una libertà donata a chi per natura non la possedeva, appunto una libertà di schiavi liberati. Paragonando la condizione dei cristiani della Galazia a quella di schiavi per i quali è stato pagato il riscatto, come difatti succedeva a quei tempi, Paolo invita i suoi fratelli e sorelle nella fede a perseverare nella libertà ricevuta con la fede in Cristo. Il Cristo, prosegue l’apostolo, ci ha liberati dal peccato e dalla morte suo salario (Rm 6,23). Cristo ci ha liberati prendendo su di sé la maledizione della legge, inchiodandola sulla croce per sé e per noi che, partecipando alla sua morte nel battesimo siamo sottratti all’intero sistema della legge-peccato – maledizione - morte. L’ appello accorato di Paolo è rivolto alle persone che hanno ricevuto il vangelo di Cristo e ne hanno sperimentato la forza liberatrice, ma si sono sviati in buona coscienza dalla strada indicata dall’apostolo e con ciò si sono messi di nuovo sotto il giogo delle pratiche legali.
Il punto di partenza è una chiamata a libertà. Un punto comune a tutta la tradizione biblica del Nuovo Testamento sulla libertà è che essa è legata alla filiazione in Cristo. Avete ricevuto lo Spirito di adozione, scrive Paolo, in virtù del quale ci rivolgiamo a Dio come al nostro Padre. Questa adozione a figli e figlie di Dio resa possibile dalla liberazione avvenuta nell'opera di Cristo è il fondamento della libertà cristiana. Per l’apostolo non c’è libertà che non sia legata a una certezza e a una speranza: Gesù Cristo ha cambiato le regole del gioco di questo mondo per cui non ci sono più distinzioni sociali, religiosi e sessuali. Per questo i credenti non sono più condannati a divorarsi a vicenda, ma sono invitati a mettersi al servizio gli uni degli altri nella libertà dell’amore.
La libertà cristiana è una vocazione : <>. Siamo chiamati a ricevere, a vivere la libertà che ci è donata, una libertà-dono che solo Cristo può dare. L’opera di Cristo culminante nella morte sulla croce è un’opera di liberazione: <>. Per Paolo la vocazione cristiana si riassume in questo <> a una libertà che riceviamo come dono nella fede. La libertà cristiana è la stessa vita di fede nella sua essenza più profonda o natura. In altri termini, è nella vita di fede vissuta ogni giorno che ciascuno, ciascuna, sperimenta la libertà dell’essere figlio e figlia di Dio. Questo avviene attraverso scelte responsabili dettate dalla forza dell’amore. La vita cristiana è l'opposto del moralismo. Non siamo chiamati a osservare una legge impostaci dall'esterno, ma alla legge di Cristo che è legge della grazia, scritta nel nostro cuore per ispirarvi spontaneità e fervore. Il credente agisce in modo libero e responsabile perché lo sente dentro e non semplicemente per salvare le apparenze.
Per perseverare nella libertà bisogna vivere l’agape. Invitando i credenti a perseverare nella libertà offerta da Cristo, Paolo afferma che in Cristo Gesù<< quello che vale è la fede che opera per mezzo dell’amore>> (Galati 5,6). L’agape è il fondamento per una libertà autentica. Vi è la vera libertà solo nell’amore di Dio. I Galati si erano sviati dalla via indicata da Paolo che era la via dell’agape per dedicarsi all’osservanza delle prescrizioni di una legge disconnessa, sganciata dalla sua fonte che è appunto l’amore per Dio e per l’essere umano. Una legge che divide là dove Cristo ha unito tutti i credenti nell’unica famiglia di Dio.
Per perseverare nella libertà che ci è donata in Cristo, dobbiamo combattere l’egoismo oggi dilagante. Intendere la libertà semplicemente come possibilità di fare ciò che si vuole, dimenticando che ogni libertà ha i suoi limiti, apre facilmente la strada all’egoismo e all’individualismo che sono i mali di cui soffre la nostra società. L’individualismo oltre a togliere all’essere umano la sua peculiarità di <>, cioè un essere chiamato alla socievolezza e alla solidarietà, fa dimenticare che non si è liberi, se non si è responsabili nelle proprie scelte; non si è liberi, quando si confonde il buono, il vero, il giusto con ciò che mi piace, mi pare, mi rende (non solo in termini di denaro …).
Tutta la vicenda di Gesù, vista in tutto il suo svolgimento, dagli inizi sino al culmine della Passione, morte e risurrezione, si è rivelata una scelta di libertà da ogni priorità egoistica.
L’apostolo Pietro mette in guardia i cristiani contro il reale rischio di servirsi della libertà come di un velo per coprire la malizia (1Pietro 2,16). Paolo ci invita a vivere il grande paradosso della libertà in Cristo: essere liberi significa essere nell'amore di Cristo, schiavi, cioè servi gli uni degli altri. Mettersi al servizio gli uni degli altri è rendere possibile un altro modo di vivere, un altro tipo di società, più giusta e più fraterna. Qui sta la forza trasformatrice del messaggio evangelico come messaggio di liberazione. L'Evangelo non è una dottrina o un insegnamento ma una forza vitale che cambia l'essere umano rendendolo responsabile nei confronti degli altri. Una forza che ci mette a contatto con la persona viva di Gesù Cristo, il Liberatore. Secondo l'evangelista Giovanni, la verità che rende liberi è Gesù stesso, è l'incontro con Gesù, il totalmente degno di fiducia che donna la vera libertà. Non nasciamo liberi ma lo diventiamo grazie a un incontro personale con Cristo, incontro che le Scritture identificano con la chiamata che Dio ci rivolge.
Il 17 febbraio è per noi un giorno di festa della libertà, in ricordo della concessione dei diritti civili e politici alla minoranza protestante valdese da parte del re Carlo Alberto di Savoia. Celebrare questa festa della libertà è rendere testimonianza della nostra liberazione in Cristo. E’ riconoscere che i cristiani valdesi, sono stati chiamati a libertà, sono stati liberati non da un sovrano umano ma dal Signore della loro fede. Il popolo valdese era libero spiritualmente e interiormente, ancor prima dell’avvenimento del 17 febbraio 1848 e della conseguente libertà di Culto.
La tentazione dei Galati è la stessa a cui siamo anche noi esposti. Anche noi siamo tentati di abbandonare la corsa o rischiamo di fare una cattiva corsa legando le nostre azioni ad una realizzazione ipotetica della legge, invece di accogliere la grazia liberante di Dio e lasciarci trasformare da essa. Da protestanti mettiamo sempre la fede davanti a qualsiasi opera del credente, ma il rischio sempre presente è che le nostre tradizioni e organizzazioni ecclesiastiche diventino in un certo senso delle leggi che ci offrono una falsa sicurezza di fronte a Dio; non siamo salvati perché manteniamo la chiesa con le nostre risorse o perché vi apparteniamo da generazioni, no! Ai Galati, Paolo ricorda che, una vita giusta, giustificata, una vita approvata da Dio non può essere meritata mediante le pratiche della Legge, solo la fede nella liberazione del Cristo vissuta nell’amore è decisiva. La fragile libertà che ci è donata in Cristo reclama la fermezza della fede per non ricadere nella ricerca della giustizia con i propri sforzi e mezzi.
26/01/2013
22/01/2013
05/12/2012
Domenica 09 dicembre 2012 : Festa prenatalizia della comunità evangelica Metodista di Omegna
FESTA DELL'ALBERO
Ore 10,30: Culto animato dai ragazzi e ragazze del precatechismo e della Scuola domenicale.
Ore 12,30: pranzo comunitario.
Le persone interessate possono prenotarsi telefonando al pastore (tel.0323.516866) entro venerdì 7 dicembre.
12/06/2012
18/04/2012
09/02/2012
08/02/2012
Settimana della libertà. Un'occasione per riflettere sui diritti in senso lato
Numerose iniziative proposte dalle chiese evangeliche del Belpaese
Roma (NEV), 8 febbraio 2012
In molte città italiane fervono i preparativi per celebrare la "Settimana della libertà" degli evangelici italiani che quest'anno si tiene dal 12 al 19 febbraio. La “Settimana” infatti si colloca a cavallo del 17 febbraio, data in cui nel 1848 con le “Lettere Patenti” re Carlo Alberto di Savoia concesse i diritti civili ai valdesi.
Da Torino a Milano, da Firenze a Roma, da Napoli a Palermo per l'occasione sono previste tavole rotonde, dibattiti, spettacoli teatrali, cineforum, concerti. Al centro il tema del "Patto" come proposto dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) insieme all’Unione delle chiese cristiane avventiste (UICCA) e alla Federazione delle chiese pentecostali (FCP). Ma la "Settimana", com'è consuetudine, è un'occasione per riflettere sui diritti in senso lato: a Torino come a Milano, dove le iniziative sono proposte insieme alle Consulte cittadine per la laicità delle istituzioni, il fulcro sarà sulla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Nel 17 febbraio si concentrano infatti due importanti ricorrenze per la storia e per la cultura laica in Italia: non solo fu posto fine a secoli di persecuzione nei confronti dei valdesi, ma nel 1600 fu arso vivo a Campo de' Fiori a Roma il filosofo Giordano Bruno, campione del libero pensiero. L'idea delle manifestazioni di Torino e Milano è quella di rilanciare la proposta di legge, avanzata dal mondo evangelico italiano, dell'istituzione di una “Giornata della libertà di pensiero, di coscienza e di religione” da celebrarsi il 17 febbraio. Con la proiezione dello spettacolo teatrale "Le fiamme e la ragione", anche la chiesa valdese di Palermo si concentrerà attraverso la vicenda di Giordano Bruno sulla libertà di coscienza. A Firenze le chiese evangeliche mettono al centro la lotta al pregiudizio verso tutte le diversità, a partire dai rom e dai migranti. Tra le tante proposte anche un Seminario di formazione interculturale a cura del Dipartimento chiese internazionali dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI) dove imparare a combattere i giudizi preconfezionati. A Roma la Consulta delle chiese evangeliche della città rifletterà sul tema "Un patto per il futuro", mentre a Napoli la "Settimana" sarà l'occasione per parlare della Shoah.
07/02/2012
Festa degli evangelici. Celebrazione della Festa del 17 febbraio a Verbania Intra
In occasione della ricorrenza del 17 febbraio, data che ricorda la concessione da parte di Carlo Alberto, con le Lettere patenti, dei diritti civili e politici ai sudditi valdesi (17 febbraio 1948).
DOMENICA 12 FEBBRAIO, ore 10,30
Culto unificato nel Tempio evangelica di Verbania Intra
ORE 10,30
Culto presieduto dai pastori Jean-Félix Kamba Nzolo e Giuseppe Platone della Chiesa Valdese di Milano.
ORE 12,30
Pranzo presso il Circolo Arci “Luigi Zappelli” (costo pranzo €10,00)
ORE 14,30
Conversazione sulla strage dei valdesi di Calabria con il pastore Giuseppe Platone.
Per l'occasione l'occasione non ci sarà culto in questa domenica nella chiesa di Omegna.
05/12/2011
07/06/2011
17/02/2011
17 Febbraio e Unità d'Italia
di Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese
Nell’anno in cui l’Italia celebra i 150 anni della sua unità, la data del 17 febbraio acquista un significato particolare che come valdesi e metodisti italiani vogliamo sottolineare: ieri come oggi l’Italia unita è lo spazio nel quale siamo chiamati a vivere liberamente la nostra testimonianza di fede. Liberamente, senza costrizioni o condizionamenti come è avvenuto per secoli. I 150 anni alle nostre spalle hanno certamente coinciso con un lungo quanto incompiuto cammino della libertà religiosa, per noi come per altre confessioni di fede. Alcuni momenti di questo lungo cammino li abbiamo vissuti da soli, altri in compagnia di comunità religiose diverse dalla nostra o di importanti spezzoni della cultura e della politica italiana: l’emancipazione nel 1848; il consolidamento della presenza evangelica nell’età liberale, la sofferenza negli anni delle leggi speciali e sui "culti ammessi" approvate negli anni del fascismo, le lotte per la libertà religiosa negli anni ‘50 quando ancora alcune denominazioni evangeliche subivano gravi vessazioni, la battaglia per le Intese arrivate nel 1984 e quella, ancora non conclusa, per una piena attuazione dell’articolo 8 della Costituzione e per una moderna legge sulla libertà religiosa.
Le commemorazioni hanno un senso se si guarda al presente e al futuro, non al passato: ed è con lo sguardo rivolto in avanti che anche quest’anno vogliamo ricordare questo giorno che per noi ha significato una prima libertà civile dopo secoli di persecuzioni. Ma guardando in avanti vediamo una strada ancora in salita, in Italia e in troppe parti del mondo. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’impressionante escalation di violenza contro alcune chiese ma sappiamo bene che l’intolleranza religiosa non appartiene a una confessione soltanto e attraversa anche il cristianesimo e il protestantesimo. E mentre alcuni popoli scendono in piazza per rivendicare la loro libertà, proprio perché condividiamo le loro speranze e sosteniamo i loro diritti, ribadiamo che non può esserci vera libertà se non c’è libertà di espressione anche per le minoranze religiose, a qualsiasi confessione appartengano.
Ma lo sguardo su quello che accade dall’altra parte del Mediterraneo o in altri angoli anche più remoti del mondo non deve distrarci dalla nostra realtà italiana. In uno dei momenti più tristi e deprimenti della vita pubblica italiana, ci preoccupa il fatto che il Parlamento non trovi il tempo per approvare sei Intese che, oltre a essere costituzionalmente dovute, offrirebbero un’immagine più realistica del pluralismo religioso che si è affermato anche in Italia. Gli ortodossi sono oltre 800.000, i testimoni di Geova oltre 400.000, induisti e buddhisti all’incirca 200.000, i mormoni e gli apostolici alcune decine di migliaia: l’approvazione di un’Intesa non cambia magicamente la percezione che gli italiani hanno del valore del pluralismo religioso e della laicità dello Stato; almeno sul piano giuridico segna però un punto importante a favore della libertà di coscienza e di libera espressione della propria fede.
Ma quella per la libertà religiosa non è la nostra unica preoccupazione. Come italiani di fede evangelica abbiamo a cuore l’Italia, e il XVII Febbraio è per noi l’occasione di ribadire che il nostro paese ha un disperato bisogno di ritrovare le ragioni del suo patto civile, di ciò che unisce Sud e Nord, campagne e industria, centro e periferia, giovani e anziani, italiani da generazioni e «nuovi cittadini». Ha bisogno di trovare il suo progetto, un suo standard etico sia nel privato sia nel pubblico, un nucleo di principi che unisca, al di là delle giuste e necessarie contrapposizioni politiche proprie di ogni democrazia. Come credenti, insomma, non siamo affatto indifferenti al destino della città terrena in cui abitiamo: certo, il nostro sguardo non si esaurisce in essa ma ci sentiamo attivamente partecipi del suo destino e delle sue sofferenze. A volte l’Italia di oggi ci appare un paese stanco, cinico, lacerato, incattivito, incapace di pensare al futuro remoto perché non sa come affrontare il futuro più prossimo. L’Evangelo non ci dà una soluzione a questa crisi. Ci invita però a perseverare, a dichiarare il nostro scandalo, a essere sentinelle vigili, a stare dalla parte di chi soffre ed è emarginato, ad amare la libertà nostra e di tutti, a difendere i diritti della vedova, dell’orfano dello straniero, a preservare la creazione che Dio ci ha affidato.
Ci invita anche ad avere fiducia. Questo diremo il 17 febbraio, come cittadini e cittadine evangelici e come italiani.
Tratto da http://www.riforma.it/
Tratto da http://www.riforma.it/
13/12/2010
Festa prenatalizia della comunità metodista di Omegna
Domenica 19 dicembre 2010
Presso i locali della Chiesa Evangelica Metodista di Omegna - Via Fratelli Di Dio 64.
Per l'occasione il Culto domenicale si terrà alle ore 10 con la recita dei bambini della Scuola domenicale dal titolo:
"Il Natale riciclato"
Seguirà il pranzo comunitario intorno alle ore 12,30. E' richiesta la prenotazione entro giovedì 16 dicembre.
Presso i locali della Chiesa Evangelica Metodista di Omegna - Via Fratelli Di Dio 64.
Per l'occasione il Culto domenicale si terrà alle ore 10 con la recita dei bambini della Scuola domenicale dal titolo:
"Il Natale riciclato"
Seguirà il pranzo comunitario intorno alle ore 12,30. E' richiesta la prenotazione entro giovedì 16 dicembre.
21/11/2010
Festa prenatalizia della Comunità evangelica metodista di Verbania
27/06/2009
Festa della Solidarietà dal 26 al 28 giugno 2009 a Omegna
Nel giardino della Chiesa Evangelica Metodista di Omegna, via Fratelli di Dio 64.
Sabato 27 ore 19,30 Cena e domenica 28 ore 10,30 Culto; ore 13,00 Pranzo; ore 19,30 Cena.
Una parte del ricavato sarà devoluto alla scuola del Merryland Playcentre di Pietermaritzburg e al Progetto Pilota Metodista per la cura e la lotta all’HIV/AIDS nella intera area del KwaZulu Natal in Sudafrica. Un'altra sarà devoluto alle attività del Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio assistenziali di Omegna (VB).
Vi aspettiamo numerosi!!
03/06/2009
Iscriviti a:
Post (Atom)














