Culti

Omegna - Via F.lli Di Dio 64
Nel Tempio di Omegna, il Culto di Domenica 29 Marzo vedrà la partecipazione dei ragazzi del catechismo e quindi sarà alle ore 10,30.

Intra - C.so Mameli 19
Nel Tempio di Intra, il Culto di Domenica 29 Marzo si terrà alle h.11
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14/07/2014

Onora il Padre, non il padrino

di Luca Baratto, curatore della rubrica radiofonica RAI “Culto Evangelico”

Ogni persona di fede diffida dalla religione. Diffida da quella ritualità formale, da quella pietà codificata, da quelle cerimonie collettive nelle cui pieghe i poteri di questo mondo fingendo di onorare Dio, trovano invece il modo di onorare se stessi e ingabbiare la dirompente buona notizia di Gesù. E' da questo è punto di vista – da quello della critica alla religione che parte dalla fede – che un protestante ascolta le parole di papa Francesco che scomunica i mafiosi e dei vescovi cattolici che propongono una moratoria sui padrini nei battesimi delle proprie diocesi ad alta densità mafiosa.
Naturalmente un protestante non può dare dei consigli su come si dovrebbe svolgere una processione. Un protestante, anzi, potrebbe obbiettare che da un suo punto di vista, una processione è un modo “sbagliato” di onorare Dio. Ma qui siamo di fronte a ben altro rischio: non l'onorare Dio in modo sbagliato, ma addirittura inchinarsi davanti ad un altro dio, totalmente diverso da quello di Gesù Cristo. Il rischio è quello di apostasia e rispetto a questo pericolo ogni cristiano, indipendentemente dalla chiesa a cui appartiene, deve sentirsi interpellato e unire la sua voce a quella dei suoi fratelli e delle sue sorelle.
C'è stato un tempo in cui il silenzio sulla mafia era assordante. Grande fu il silenzio che accompagnò nel 1963 a Palermo la strage di Caciulli, rotto solo dalla piccola chiesa valdese del capoluogo siciliano e dal suo pastore Pietro Valdo Panascia, che fecero affiggere sulle vie cittadine un manifesto che ricordava il comandamento “non uccidere”. Una parola profetica che pesò sulle coscienze di chi non aveva alzato la propria voce. Nella consapevolezza che il silenzio è ciò che prima di tutto fa prosperare le mafie, le chiese metodiste e valdesi del sud Italia hanno da qualche anno istituito una Giornata della legalità, quest'anno estesa a livello nazionale a tutte le chiese locali da Aosta a Pachino.

Le mafie – qualunque nome e localizzazione geografica abbiano – sono un problema di tutta Italia e di tutti gli italiani. I cristiani non possono su questo tema non avere una sola voce, offrire un'unica testimonianza. Ogni ritualità religiosa non può allontanarsi dallo spirito della fonte che l'ha originata. Ogni rito cristiano sia una festa di accoglienza, di inclusione, di guarigione e riconciliazione, dia vita a una comunità come quella di Gesù, che sa onorare gli ultimi. Questo il concetto affermato in modo chiaro da Francesco, ed è anche quello che può dire, con la stessa autorità, ogni pastore, ogni pastora, ogni sacerdote e ogni credente che la domenica sale sul pulpito per aprire la Parola di Dio. (nev-notizie evangeliche, 28/2014)

09/01/2013

Osare il protestantesimo


La religione occupa un posto importante nella vita degli italiani. Secondo il 46° Rapporto Censis (2012), il 63,8% degli italiani è cattolico, l’1,8% è di un’altra religione e il 15,6% è comunque convinto che ci sia qualcosa o qualcuno nell’aldilà. Il 21,5% considera la tradizione religiosa un fattore di comunanza; il 35,5%, di fronte alla richiesta se c’è qualcosa in cui crede, risponde “in Dio”. Inoltre, il 51,3% degli italiani dichiara che la domenica partecipa a attività religiose, l’8% di aver militato o di militare tuttora in associazioni di ispirazione religiosa. In base al Rapporto Eurispes del 2010 il numero dei credenti, rispetto a precedenti rilevazioni, è diminuito sensibilmente, sebbene in maggioranza gli italiani si dichiarino religiosi. Tra questi, tuttavia, occorre distinguere tra praticanti (24,4%) e non praticanti (52,1%). Più bassa la percentuale di quanti si definiscono agnostici (10,7%) e di chi si ritiene ateo (7,8%).
Pur non essendoci censimenti precisi, studi recenti stimano in 700.000 le persone che in Italia possono essere definite “protestanti”. I più numerosi, 550.000, sono i pentecostali, mentre le persone che fanno riferimento esplicito alla chiese della Riforma del XVI secolo sono stimate in 70.000. In ambito cristiano gli Ortodossi sono 1.300.000. Inoltre vi sono molte altre confessioni religiose. Gli islamici sono 1.200.000; i Testimoni di Geova sono 300.000. E ancora: i Buddisti sono 180.000, gli Induisti 115.000, gli Ebrei 30.000. Non c’è dubbio che, grazie all’immigrazione, l’Italia sta diventando un paese plurale in fatto di religione. Anche se la religione dominante e che determina i modi e le forme della regolazione dei rapporti tra lo Stato e le religioni è quella cristiano-cattolica. Nonostante le Intese con le religioni minoritarie, continuiamo a vivere in un regime di tipo concordatario, non pluralista.
In questo contesto domandiamoci quale sia il ruolo e il significato dell’informazione religiosa di questo settimanale che compie in questi giorni vent’anni. Un titolo, Riforma, un po’ ambizioso, è vero, che si richiama al movimento che, nel XVI secolo, ha rivoluzionato la storia della chiesa cristiana, dando origine al “cristianesimo evangelico”. Un cristianesimo “protestante”, che nella Dieta di Spira (1529) denunciava (pro-testava) l’accordo tra l’Imperatore e la Chiesa, in base ai princìpi del “Solus Christus, Sola Gratia, Sola Fide, Sola Scriptura”, come sono testimoniati negli Evangeli. La funzione del nostro settimanale, credo, rimane quello di “osare” una informazione che punti alla “conversione e rigenerazione” delle chiese e del paese. Un paese che, come dicevano Piero Gobetti e Giuseppe Gangale sulla rivista Conscientia (1924-1929, il periodo di crisi che precedette il fascismo), non ha vissuto l’esperienza della “rivoluzione protestante”. Ma il nostro settimanale contiene anche L’eco delle valli valdesi che si stampa dal 1848, nell’”intérêt de la famille vaudoise”. Una “famiglia” e un territorio che, anch’essi, hanno bisogno di “rigenerazione” protestante.