Verbania - C.so Mameli 19
*Culto domenicale ore 10:30

Omegna - Via F.lli Di Dio 64
*Culto domenicale ore 10:30

lunedì 3 marzo 2014



Gli islamici chiedono più diritti: “Serve maggior libertà di culto”

L’appello è stato lanciato durante un incontro tra le varie confessioni religiose organizzato a Omegna
L’incontro tra gli esponenti delle diversi religioni presenti nel Vco

OMEGNA
«Dietro il volto di ogni uomo, qualsiasi sia il colore della sua pelle o la sua fede religiosa, c’è il volto di Dio». Esordisce con queste parole don Renato Sacco, parroco di Cesara ed esponente nazionale di Pax Christi all’incontro su «Integrazione: religione e convivenza civile» venerdì sera a Omegna. Il sacerdote, che è stato in più occasioni a Sarajevo, in Iraq, Israele e Palestina e Afghanistan, parla per esperienza personale.  

«Si combatte sempre per motivi economici e per interesse, ma si manda la gente a uccidere nel nome della religione - riflette don Sacco -. È questo è il peccato più grave agli occhi di Dio».  
Nel Vco invece nel nome della fede si dialoga come ha dimostrato l’incontro di Omegna, organizzato dal Comitato multietnico e da Amil, l’associazione per la solidarietà e l’immigrazione, anche se la strada non sembra facile. «A livello locale facciamo tante cose insieme e problemi non li abbiamo - fanno notare Mamadou Sylla e Alì Bouchbika della comunità islamica - però c’è un lungo percorso da fare perché vogliamo essere prima di tutto riconosciuti come cittadini. Oggi purtroppo quando lavoriamo e facciamo il nostro dovere di cittadini siamo brave persone, quando chiediamo di rispettare i nostri diritti lo diventiamo meno. Se poi parliamo di culto allora addirittura non esistiamo nemmeno».  

È una barriera da infrangere anche per il pastore della chiesa metodista del Vco Jean-Felix Kamba Nzolo: «Il dialogo ecumenico fra noi cristiani è profondo ed anche quello con l’Islam è ottimo. Il problema si pone sul riconoscimento giuridico per i musulmani che sono considerati una religione di serie B: questo è sbagliato; tutti hanno diritto a professare il proprio culto. In Italia manca una legge sulla libertà di religione che regolamenti ogni confessione con lo Stato».  

Il problema è stato affrontato dalla parlamentare Franca Biondelli del Pd: «Una palese ingiustizia e un mancato rispetto della Costituzione - ha osservato - ci si dimentica che i musulmani in Italia sono un milione di persone e molti sono anche cittadini italiani. Porrò il problema all’attenzione del nuovo governo».  
Da: www.lastampa.it 
Per leggere l'articolo sul sito de La Stampa clicca qui

domenica 2 marzo 2014

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA 2014

Incontri di preghiera 
  • VERBANIA : Venerdì 07 marzo 2013, ore 21 presso la chiesa parrocchiale di Renco
  • OMEGNA: Venerdì 14 marzo 2014, ore 21, presso la Chiesa dell’Oratorio di Omegna.



Fiumi nel deserto
Le redattrici della liturgia sono donne dell'Egitto. Esse appartengono al 12% di cristiani che fanno parte delle comunità copte, cattoliche e evangeliche. Col tema della liturgia "Fiumi nel deserto" e l'incontro di Gesù con la donna samaritana presso il pozzo di Giacobbe, le egiziane fanno vedere come Gesù denunciava i tre mali ricorrenti nel suo tempo, la discriminazione tra le varie tribù nonché le emarginazioni sociali e religiose. Le redattrici manifestano il desiderio che l'acqua viva diventi la sorgente di ogni vita su questa terra e che tutti i popoli possano vivere insieme in pace. Le donne egiziane ringraziano particolarmente per il Nilo che rende fertile il loro  suolo e possibile la vita nel loro paese in gran parte desertico.  Con il 10% della colletta saranno sostenuti per un anno i seguenti progetti in Egitto:
- diversi obiettivi di formazione per donne e ragazze
- L'attribuzione di microcrediti per donne andicappate e sole con figli, per migliorare le loro condizioni  economiche con l'allevamento di diversi animali utili piuttosto piccoli.
- la promozione sociale di alcune donne viventi in baraccopoli con i loro figli nonché la tenuta    di corsi di economica domestica di educazione e di igiene
- l'impegno contro l'analfabetismo e a favore dell'indipendenza delle donne nell'Alto Egitto rurale
- la formazione e il sostegno nei confronti di
donne vedove o divorziate
- corsi di autodifesa per ragazze e giovani donne, età tra 11 e 20 anni. Il 90% della colletta è destinato a progetti di durata pluriennale, a livello mondiale.