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domenica 24 settembre 2017

Sermone tenuto Domenica 17 Settembre 2017 a Intra

Marco 3:31-35 

La madre e i fratelli di Gesù 

31 Giunsero sua madre e i suoi fratelli; e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. 32 Una folla gli stava seduta intorno, quando gli fu detto: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano». 33 Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» 34 Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre».

La figura di Maria nel mondo odierno e nelle religioni più affermate (come il Cattolicesimo) risulta essere molto imponente e determinante.
Gli storici però, affermano che tale ruolo, si sia affermato perlopiù intorno il V secolo dopo Cristo divenendo la figura che oggi conosciamo come "Madonna".
Vediamo se le scritture confermano questa idea di alta posizione celeste da parte di Maria oppure no.
Nel testo presentatoci da Marco, sembrerebbe che Gesù, quando si avvicinarono a Lui la madre e i suoi fratelli per parlargli, stesse insegnando in una casa, ed il motivo per cui i parenti di Gesù vennero ed insistettero a voler arrivare fino a lui, malgrado la densità della folla, era per il fatto che erano venuti a conoscenza che Gesù era accusato di essere posseduto da un demonio, altrimenti non si sarebbero azzardati ad interromperlo mentre era occupato ad insegnare pubblicamente, se non avessero avuto una valida ragione,quella ragione era senza dubbio una ansiosa preoccupazione per la sua salvezza.
Possiamo dedurre che, sia la madre che i fratelli di Gesù, non avevano ancora compreso bene il Suo ruolo di completa dedicazione a Dio e pensavano di poterlo persuadere a non predicare e andarsene da quel luogo con loro, Gesù però prende un netto distacco dai suoi famigliari, compresa sua madre; eglinon aveva più alcun legame con coloro che lo avevano allevato.
Essi avevano avuto questo importante privilegioma non avevano più alcuna autorità su di lui in quel momento. Il loro ruolo finiva lì. Potevano divenire suoi discepoli ma non avrebbero avuto ruoli particolari solo per il loro grado di parentela che avevano con lui. Dal comportamento di Maria, si può capire che una tale condotta fosse perfettamente compatibile coll’ amore che c’è tra una madre e un figlio, Maria quindi è scusabile sulle imperfette idee che aveva sulla missione di suo figlio Gesù qui sulla terra, «forse,anche perchédopo la morte di Giovanni Battista, essa non riusciva più a spiegarsi l'andamento dell'opera di suo figlio Gesù e quindi era combattuta da opposti giudizi », quello che accade ad una madre che vuol proteggere il proprio figlio, in quanto, Maria, non sapeva che Gesù, era venuto sulla terra per salvare dal peccato originale tutte le donne e gli uomini nonostante rivestisse la nostra stessa natura umana essendo nato da una donna, per questo, Gesù, TRAMITE LO SPIRITO SANTO, SI SAREBBE UNITO A TUTTI COLORO CHE SAREBBERO DIVENTATI SUOI FRATELLI SPIRITUALI; questo è per sottolineare il fatto che non era obbligato a voler bene ai suoi parenti terreni, ma doveva voler bene a coloro che egli era venuto ad ammaestrare e condurre alla salvezza, nel senso che, Gesù, è come se dicesse: “Se voi credete che,le mie relazioni di famigliasiano limitate come le vostre,nel senso che,mia madre e i miei fratelli, siano per me, quello che per voi sono coloro che voi chiamate madre o fratello/sorella, v'ingannate».
Con questo, non si vuol dire che Gesù non nutrisse vero affetto e amore verso Sua madre e i suoi fratelli, anzi, sappiamo che erano teneri i vincoli che univano Gesù alla madre tanto è vero che affida la madre a Giovanni come abbiamo letto in Giov. 19, 25-27 , ma l’atteggiamento dimostrato verso coloro che erano intorno a Lui, deve farci capire che verso i suoi veri discepoli, Gesù, è unito in maniera ancora più tenera e sacra, in quanto solo chi farà la volontà di Suo Padre che è nei cieli, farà parte di questa famiglia spirituale che sarà unita a Lui per sempreª.
Questa unione di tenero affetto di Gesù,verso coloro che sono intorno a Lui è spiegato nel Vangelo di Matteo 12, 49 dove è scritto: “e stendendo la mano verso i discepoli disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!»”, in questo caso, Gesù è come se dicesse: “costoro che sono intorno a me sono la mia famiglia e la mia più stretta parentela, io non sono legato come voi ad una semplice casata; ma abbraccio come apparentata a me, tutta questa numerosa folla”.
Sempre a proposito della parentela tra Gesù e Maria sua madre, Marco è l’unico evangelista che oltre a scrivere: “Ecco tua madre, i tuoi fratelli” aggiunge la parola “le tue sorelle”, alcuni studiosi, pensano che Marco abbia aggiunto la parola “sorelle”, per far sembrare più affettuosa la frase, il che può benissimo essere, tuttavia, ci viene in aiuto un Teologo Protestante di nome Rudolf Ewald Stier il quale pubblicò vari commenti a diversi libri scritturali, tra cui, scrisse un commento al riguardo del nostro testo di oggi, nel quale dice: “l’unione delle parole “fratelli e sorelle” con quella di “madre”, nella bocca del Signore, è una forte prova che fratelli i quali in quel momento lo cercavano, erano veramente figli propri di Sua madre. Si può osservare oltretutto, che Gesù, nel testo, non menziona mai Giuseppe in quanto non riconosceva alcun padre terreno, anzi, il suo vero Padre, Gesù, lo indica nelle parole: “il Padre mio che è nei cieli”.
Nel v.35, troviamo scritto:Chiunque avrà fatto la volontà di Dio,…….”, fare la volontà del Padre che è nei cieli, significa, tra le altre cose, far conoscere Dio e la Sua Parola tramite i vari Culti che si tengono nelle varie Chiese sparse in tutto il mondo, in questi ultimi anni, si è notato però, che, per i Sermoni si utilizzano molti testi del N. Testamento, così facendo, si è arrivati ad avere poca stima dell’Antico T., quasi che fosse nella massima parte un libro composto da favole, cosa che invece non accade tra i nostri Pastori, i qualialternanosu consigli del lezionariotesti omogenei per l’ascolto e la comprensione sia dell’Antico Testamento come del Nuovo Testamento, prendendo spunto anche dal nostro Signore Gesù, del quale, ci conforta il fatto che, spesso ha ritenuto innegabilmente vero il V. Testamento, tanto da citarlo in varie occasioni, come riportato in Mt.12,42 dove si parla della Regina del Mezzodì come di una donna che ha veramente vissuto su questa terra e nel testo fa riferimento anche a Salomone, e del miracolo di Giona come di un fatto innegabile, pensando alle citazioni fatte a tal riguardo da Gesù, non sarà fuori luogo notare che anche gli Scribi come i Farisei non ammettevano queste dichiarazioni ma volevano vedere da Gesù altri miracoli per poter essere più convinti a diventare suoi discepoli, Gesù allora disse a loro: “Non i miracoli, ma la volontà è quel che vi manca; non vi fanno difetto le prove, ma voi non volete lasciarvi persuadere”, nella stessa situazione, si trovano oggigiorno molti uomini e donne nelle varie Chiese sparse sulla terra, i quali ingannano se stessi fino al punto di credere che, per diventare veri cristiani, bisogna assistere a: “qualche ulteriore dimostrazione”, in quanto, spesso e volentieri, l’uomo ha bisogno di qualche oggetto o qualche mito per riempire il suo cuore e volgere così i propri affetti. Stiamo in guardia contro lo spirito della incredulità, che è un grande e crescente malanno dei giorni nostri, nel senso che, diviene sempre più un carattere dei tempi odierni…avere come difetto, una fede semplice ed infantile in ogni ordine della convivenza sociale, tutto questo avviene solamente quando noi lasciamo libero il nostro cuore dai pensieri benefici e dagli insegnamenti di Cristo Gesù per far spazio a idee malvage, le quali una volta entrate nel nostro cuore, eserciteranno in noi un potere sempre più crudele e letale fino ad allontanarci dalla volontà del Padre del nostro Signore, quindi per non lasciar entrare nel nostro cuore idee malvage, dobbiamo pensare a quanto è glorioso il pensiero che anche qui sulla terra, c’è una famiglia della quale il Figlio di Dio è il fratello maggiore; famiglia nella quale il legame d'affetto ed il principio dominante èl’ubbidienza al Padre del nostro Signore Gesù Cristo; famigliache raccoglie in seuomini di ogni stato, di ogni età, i quali «hanno compreso che il Signore è buono»; famiglia della qualei membri possono gia da subito intendersi e consigliarsi insiemedolcemente, anche se si incontrano per la prima volta dagli opposti bordi della terra; famigliache la morte non spegne, ma che solo traslocca nella casa del Padre. Se i Cristiani tenessero presente abitualmente questo concetto, ed in conformità di esso operassero, quali effetti benefici ne verrebbero nella Chiesa e nel mondo!
In questa famiglia vi è anche giustamente la madre di Gesù, tuttavia se noi prendiamo i vari riferimenti sparsi nei Vangeli intorno alla madre di Gesù, troviamo degli scritti molto interessanti, i quali messi insieme costituiscono una testimonianza decisiva contro la raccapricciante credenza popolare che diede a Maria il posto d'una dea. Le parole pronunciate alle nozze di Cana¹ sono molto enfatiche, togliendo così di mezzo l'idea che Maria madre di Gesù, alla quale Egli s'era mostrato con amorosa umiltà e sottomesso, potesse ora pretendere di esercitare sopra di lui la sua autorità materna o dirigerlo con i suoi consigli. La parentela umana di madre e figlio, viene assorbita in quella famiglia spirituale e divina, “da credente a Salvatore”, “da discepolo a maestro”. Solo in questa maniera, dopo di allora, Maria, potè avvicinarsi a Gesù.
L'ultimo scorcio che abbiamo di Maria è quando, dopo la Resurrezione di Gesù, si trova insieme ai discepoli in preghiera nell'Alto Solaio.
Maria è presente in quell'Alto Solaio non come oggetto di adorazione, nè come promotrice della chiesa nascente, ma come un'umile supplicante insieme a tutti gli altri, inclusi i suoi figli, che nel frattempo sono diventati credenti. Dopo l'esperienza della Pentecoste, il nome di Maria non è più menzionato nel Nuovo Testamento, il che insegna pienamente che non ha alcun potere soprannaturale attribuitole dalla chiesa romana.
Con il graduale sviluppo del Cattolicesimo Romano dal terzo/quarto secolo d.Cristo, la figura di Maria appare sempre di piùfino ad allontanare sempre piùMariadalla verità biblica. 
Se la Chiesa Romana avesse semplicemente notato la reticenza neotestamentaria relativa a Maria, non avrebbe avuto la colpa di accecare gli occhi delle moltitudini di fedeli, impedendo loro di vedere la gloria di Gesù, cheanche se figlio di Maria, è venuto al mondo come l'immagine manifesta del Padre e come unico e solo Mediatore tra Dio e l'uomo.
Maria non è diversa dal resto dell'umanità peccaminosa; non è nata nè tantomeno rimasta immacolata!
Il ritratto cristiano della madre di Gesù è solo quello che troviamo nei vangeli, i quali ci insegnano che l'uomo ha accesso a Dio solo tramite l’opera di mediazione di Gesù²,il culto di Marianon ha nessuna origine biblica perchè non c'è nessuna parola nella Bibbia che lo attesta, nè nel Credo apostolico nè in altri scritti dei primi cinque secoli.
Maria, con i fratelli di Gesù, altre donne e gli apostoli componevano dunque la prima congregazione cristiana. Non ci sono più riferimenti a Maria da qui in avanti nelle scritture Greche. Non si sa nulla di come visse in seguito, della sua morte, così come non si nulla di molti altri discepoli e di alcuni apostoli stessi. Di conseguenza, comprendiamo che, dopo queste documentazioni, a Maria, non va data alcuna venerazione particolare pur essendo stata la madre di Gesù. Va considerata come una donna di fede che ha abbracciato il cristianesimo divenendo una seguace del Cristo come ogni persona che si ritiene cristiana.
La sua glorificazione come oggetto di adorazione, la sua funzione come intercessore che porta le preghiere a Cristo, e la sua costante influenza su di Lui sono delle false creazioni, l'adorazione di Maria è antiscritturale!
Riassumendo, possiamo dire che se vogliamo seguire la via indicata da Gesù: ”Fare la volontà del Padre Suo che è nei cieli”, dobbiamo dare il Culto solo a Dio e al nostro Signore Gesù Cristo, a Maria non va data alcuna venerazione particolare, pur avendo avuto il privilegio di essere stata la madre di Gesù, solo così facendo, entreremo a far parte di quella famiglia che Gesù indicò con questa frase: “mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica”, quindi, o si sta con Gesù e si fa la volontà del Padre che lo ha mandato, o non si è veramente suoi fratelli, sorelle, nemmeno madre!
AMEN

² Giovanni 14:6 “Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”


® Giampaolo Castelletti 07/07/2017

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