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lunedì 24 settembre 2012

La preghiera di ringraziamento a Dio scaturisce dalla ricononscenza della sua azione nella nostra vita


"Noi ringraziamo sempre Dio per voi tutti, nominandovi nelle nostre preghiere, ricordandoci continuamente, davanti al nostro Dio e Padre, dell'opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesù Cristo"  (1 Tessalonicesi 1, 2-3).

Paolo, in apertura della lettera afferma di pregare e di ringraziare continuamente Dio per la fermezza della fede dei Tessalonicesi. Nella preghiera, Paolo esprime la propria gratitudine a Dio che ha permesso ai cristiani di Tessalonica di resistere alle prove.
Con questo l’apostolo vuole insegnarci che, se i credenti riescono a resistere alle situazioni di difficoltà e a vivere la loro fede con fermezza, ciò non è attribuibile ai loro meriti, bensì all’amore di Dio che rimane fedele alle sue scelte. Dio non abbandona i suoi figli amati. Attraverso il Vangelo annunciato dall’apostolo è Dio stesso che è all’opera, producendo nei credenti il volere e l’agire (Fl 2,13).

Il Vangelo fonda l’esistenza umana in un amore offerto; strappa il credente dalla tentazione di arroganza, ma anche dalla paura di non essere capaci di resistere alle prove. I Tessalonicesi hanno saputo resistere nella fede grazie all’opera dello Spirito santo e alle intercessioni continue di Paolo, il quale apprezza il loro radicamento nel Vangelo da lui annunciato, per cui la fama della loro fede si è sparsa in ogni luogo. La fede dei Tessalonicesi non vuole semplicemente suscitare l’ammirazione ma è anche, in modo indiretto, un invito a guardare verso Dio che ama e salva.

Paolo ringrazia Dio per i cristiani di Tessalonica che hanno dimostrato di essere una comunità vivente attraverso l’opera della fede, l’impegno dell’amore e la costanza della speranza.
Se le preghiere di ringraziamento a Dio sono carenti nel nostro contesto è perché, spesso, pensiamo soltanto a ciò che dobbiamo fare, dimenticando un fatto molto importante, cioè, che è sempre Dio ad agire prima di tutto, e che la sua azione è fondamentale. Ringraziare Dio significa riconoscere la sua azione operante nella nostra vita. Grazie a quest’azione di Dio, i Tessalonicesi sono stati fortificati nelle virtù fondamentali: fede, speranza e amore, diventando un esempio per tutte le altre comunità.

La fede operante, che porta frutti, l’amore impegnante, che sa andare oltre il sentimentalismo e dedicarsi al fare, e la speranza perseverante che è uno sguardo rivolto verso l’avvenire, cioè verso il Cristo, in attesa del suo ritorno, sono segni della potenza di Dio all’opera nella storia umana. Apriamoci alla presenza di Dio e lasciamo che operi in noi e faccia di noi dei testimoni credibili per coloro che cercano il senso della loro vita e, forse anche, la possibilità di vivere una fede più attiva.
Past. Jean-Félix Kamba Nzolo


Preghiera:
TI RENDIAMO GRAZIE

Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente,
poiché Tu sei Dio degli uomini
e non ti sei vergognato
di essere chiamato nostro Dio.
Tu ci conosci per nome,
Tu tieni tutto il mondo fra le tue mani.
E' per unirci a Te,
noi tuo popolo su questa terra,
che ci hai creati,
che ci hai chiamati a questa terra,
che ci hai creati,
che ci hai chiamati a questa vita.
Sii Tu benedetto,
creatore di tutto ciò che esiste.
Sii Tu benedetto, Tu che ci hai liberati
e ci dai un tempo per vivere.
Sii Tu benedetto,
per la luce dei nostri occhi,
e per l'aria che respiriamo.
Noi ti rendiamo grazie per tutta la creazione,
per le opere delle tue mani,
per tutto ciò che hai fatto in mezzo a noi,
per Gesù Cristo, nostro Signore.
Amen!

(autore anonimo)

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